Crisi di governo
Il governo Prodi è andato in minoranza, al Senato, sulla politica estera. Dopo l'apertura della crisi e le consultazioni al Quirinale Napolitano ha rimandato il premier al Parlamento, per riottenere la fiducia. La politica è travolta dall'ennesimo episodio di trasformismo all'italiana, con Follini, eletto nel centrodestra, che si sposta a sinistra.
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Perché diciamo SÌ al referendum
I Comitati per le Libertà hanno deciso di aderire al Comitato per il referendum sulla legge elettorale. La scelta, da ratificare nel corso dell'Assemblea generale di Bologna, il 31 marzo, risponde ad alcuni degli obiettivi perseguiti dal nostro movimento, e, anzitutto, sottolinea il valore della democrazia diretta, in modo da consentire un maggiore controllo sull'operato dei governi e delle maggioranza da parte dei cittadini elettori. E' chiaro infatti che la moltiplicazione e frammentazione del quadro politico, con partiti e partitini rissosi alla ricerca di visibilità e potere, tesi soprattutto a soddisfare i loro apparati e le loro clientele, costituisce una palla al piede del progresso democratico. Un sistema maggioritario fondato sui collegi uninominali, in cui sia possibile guardare in faccia il candidato, valutare il suo curriculum e le sue capacità, e chiedere conto del suo operato alla fine del mandato, è il contrario della partitocrazia arrogante e sprezzante, impersonata oggi come ieri dai cosiddetti "professionisti" della politica. E' anche chiaro che il referendum, da solo, non può invertire la tendenza attuale: occorrerà, come minimo, introdurre in un secondo tempo l'obbligo di scelta dei candidati con il metodo delle elezioni primarie, in modo da sottrarre la decisione alle stanze chiuse e alle trattative discrezionali dei capi partito. Infatti un sistema efficiente e moderno, basato sulla presenza di due grandi partiti alternativi, in grado di svolgere i ruoli corretti di governo e opposizione, richiede un contrappeso di democrazia diretta, cioè la scelta delle liste elettorali da parte degli iscritti e dei sostenitori: il sistema delle primarie appunto. L'obiettivo successivo per noi resta l'abolizione del finanziamento pubblico e obbligatorio ai partiti, reintrodotto e aumentato nonostante il parere contrario espresso dagli elettori con un voto di referendum, e che andrà invece sostituito dalla introduzione della facoltà di finanziare (entro certi limiti, registrandosi e usufruendo di sgravi fiscali) soltanto uomini e partiti liberamente scelti dai singoli cittadini. Nel frattempo, il nostro sì al referendum ha soprattutto un valore morale: non è perfetto né risolve tutto con una bacchetta magica, ma può contribuire a modernizzare il Paese, sottraendolo ai gruppi di potere e alle lobby.
Foibe e Croazia: il tempo che non passa
Le parole del presidente Giorgio Napolitano hanno colto nel segno: la pulizia etnica messa in atto dai partigiani comunisti di Tito fra il '43 e il '47, a Trieste e in Istria, è un delitto commesso contro l'umanità, e contiene in sé un principio genocida. Che il capo dello Stato croato Stipe Mesic accusi Giorgio Napolitano di essere "razzista" per aver pronunciato queste verità, è una vergogna politica e un pessimo biglietto da visita per un paese, la Croazia, che intende entrare in futuro nell'Unione Europea. Affermare che le violenze commesse contro la popolazione italiana inerme sia stata giustificata dalla precedenti "violenze fasciste" commesse in Istria e Dalmazia equivale ad affermare che, dopotutto, gli ebrei in Germania e gli armeni in Turchia erano "oggettivamente" conniventi con i nemici dei paesi che li ospitavano, e dunque non si può parlare di crimini commessi contro di loro. Infine, non bisogna dimenticare che le vittime slave (croate, serbe, slovene) finite nelle foibe o vittime delle esecuzioni di massa sono decine di migliaia. Forse il presidente Mesic crede di vivere ancora al tempo del regime jugoslavo.
RUSSIA: Fornitura di armi all'Iran. E le sanzioni ONU?
I nostri fornitori di fonti energetiche, Russia e Iran, hanno ormai raggiunto un'intesa perfetta tra di loro. Ahmadinejad annunciava l'11 febbraio una notizia che "di sollievo per tutto il popolo musulmano" (ma probabilmente non per noi) e cioè che l'Iran ha il diritto al suo programma nucleare, ormai quasi completo. Intanto che il presidente anti-semita si rivolgeva alla Nazione, i suoi impianti di arricchimento dell'uranio venivano armati con 29 batterie lanciamissili Tor-M1 forniti dal Cremlino. I nuovi ordigni sono stati testati due settimane, in pubblico, alla presenza delle televisioni nazionali. Si tratta di missili sofisticati, progettati apposta per colpire aerei sino a 12.000 metri di quota, intercettare missili da crociera e addirittura fermare in volo bombe di precisione in caduta libera. Tutto quello, insomma, che potrebbe essere usato dagli Americani o dagli Israeliani in caso di guerra. Ma la Russia insiste nel dire che non ha violato le sanzioni dell'Onu.
EGITTO: Che bel comportamento da stato "laico"
Abdelkareem Nabil Soliman, blogger egiziano di 22 anni, espulso dall'Università Islamica di Al Azhar, sarà processato per istigazione all'odio. La sua colpa? Essere liberale. E aver scritto sul suo sito Internet personale cose "scabrose" quali: "Il nostro obiettivo è quello di liberare le donne dalle catene che ostacolano la loro partecipazione alla vita sociale", per aver espresso un pensiero "scandaloso" come questo: "Io dichiaro qui, sinceramente e a chiare lettere, che non approvo alcuna legge, regolamento o regime che non rispetta i diritti umani e la libertà individuale", oppure per aver osato criticare l'Università Islamica di Al Azhar: "Ciò che mi è accaduto e ciò che sta per accadermi prova chiaramente che la 'benedizione' di Al Azhar non lascia in pace uno studente che cerca di ribellarsi all'università e rifiuta le cose che è costretto ad imparare - cose che contraddicono la ragione e spingono alla violenza contro gli altri popoli e le altre religioni". E'stato arrestato, gli è stato chiesto di "rinnegare" il suo pensiero (come nella peggior tradizione inquisitoria) e adesso non può né parlare con il suo avvocato, né ricevere visite dai parenti. E tutto questo avviene in Egitto, Paese "laico" e "alleato" dell'Occidente.
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