mercoledì, 20 agosto 2008

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Date: 2006-12-07 19:26:32
Liberalia N.29

Liberalia
La newsletter dei Comitati per le Libertà
A cura di: L. Frassi, A. Gazzaniga, S. Magni, O. Sacchelli

N.29 - 07/12/2006





Cambiamo davvero l'Italia!

Primarie e maggioritario, perchè a decidere siano i cittadini

Significativa una frase pronunciata da Berlusconi in piazza San Giovanni, a Roma, nella manifestazione del due dicembre: "In una democrazia è il popolo che sceglie i leader, non sono i leader che scelgono il popolo". Che sia un primo importante segnale per l'introduzione del sistema delle primarie, dove a decidere i candidati sono i cittadini e non le segreterie di partito? Sarebbe un passo in avanti decisivo per la politica italiana, il secondo, dopo l'avvio del sistema bipolare che ha reso possibile l'alternanza, vero caposaldo della democrazia.

Dopo l'iniziale percorso di rinnovamento, con la nascita di due poli contrapposti e la sostanziale indicazione del premier da parte degli elettori, si rende necessario un ulteriore passo in avanti, sia per semplificare un sistema dove i micro partiti sono proliferati a dismisura - barattando la governabilità con continue pretese di bassa lega - sia per rendere più trasparente il processo di selezione della classe politica e, di conseguenza, il suo naturale rinnovamento. Al centrosinistra va riconosciuto il merito di aver lanciato le primarie, sia pure commettendo un "peccato originale", attraverso la preventiva scelta del candidato-premier Romano Prodi e, di conseguenza, la finta gara degli altri candidati in lizza. Ora, per entrambi gli schieramenti, è tempo di scegliere se guardare avanti ai modelli di democrazia avanzata, oppure restare ancorati alle vecchie logiche partitocratiche.

Qualcuno ci accuserà di essere degli inguaribili utopisti o di voler fare anacronistiche battaglie contro i mulini a vento, ma a noi piace pensare a un sistema in cui gli spazi per la democrazia e la partecipazione diretta dei cittadini aumentino anziché diminuire. Una politica più trasparente, che tragga linfa dal basso.

Il modello che - a nostro modo di vedere - potrebbe portare indubbi vantaggi al paese è questo: due grandi partiti al cui interno possano convivere anime diverse ma che convergano su un medesimo programma e una leadeship unitaria. Una selezione dal basso, collegio per collegio, dei candidati di ogni schieramento, fino alla nomina, con il medesimo sistema, del candidato premier. Il sistema maggioritario porterebbe a una sintesi politica riducendo il numero delle forze rappresentate in parlamento, senza cancellare né le sensibilità né le tradizioni del vecchio sistema politico. Anche nel Regno Unito, sia tra i Conservatori che tra i Laburisti convivono diverse anime. E lo stesso negli Stati Uniti, dove Repubblicani e Democratici esprimono, al proprio interno, istanze e culture diverse.

Cambiare davvero il paese è possibile. Il primo passo da fare è una robusta iniezione di democrazia e partecipazione. Perché a decidere siano tutti i cittadini, non soltanto una ristretta élite.

E' possibile sottoscrivere l'iniziativa inviando i propri dati (nome, cognome, età, città di residenza e occupazione) all'indirizzo email appello@libertates.com specificando "Cambiamo davvero l'Italia" nell'oggetto.



E altro ancora...

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