| Quel pasticciaccio brutto delle liste elettorali |
| Sabato 06 Marzo 2010 11:42 |
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Un autentico campionario di come (non) funziona il nostro sistema partitico! Ma questo non è dovuto solo a incompetenza, pressappochismo, incapacità o malafede (del resto tipici). È il risultato inevitabile di un sistema elettorale che non può funzionare e che è destinato ad allentare sempre più il rapporto tra cittadini e politica: rapporto fondamentale in una democrazia. Come si è potuto vedere il vero momento topico della competizione è quello della presentazione delle liste: infatti il candidato viene eletto solo se trova posto nell’elenco (bloccato) e in una certa posizione (i primi sono sicuri di essere eletti, gli ultimi di essere bocciati…). A questo punto la campagna elettorale del candidato è virtualmente finita: spetta ai capi-partito far prevalere la propria lista. È un sistema che esclude in toto il cittadino dalla possibilità di scegliere i propri candidati, giudicare i loro programmi e le loro proposte, valutare il loro operato: di partecipare insomma alla vita politica attiva. Suo solo diritto è quello di votare un elenco di nomi quasi tutti sconosciuti, di cui non conosce programmi o proposte all’infuori degli slogan degli apparati del partito. Solo attraverso un sistema elettorale con primarie vere e garantite, in grado di permettere al cittadino di candidarsi liberamente (cioè senza troppi vincoli burocratici astrusi) e soprattutto di scegliere chi votare, si può sperare di vivere in una democrazia funzionante. È quello che da sempre propongono i Comitati per le Libertà. |

Sembra che per la presentazione delle liste elettorali sia successo tutto quello che non doveva succedere: liste incomplete, presentate in ritardo, senza i dovuti timbri, con nomi diversi da quelli previsti eccetera.