Iscriviti alla Newsletter

Nome:

Email:

Sondaggio

Sei favorevole a introdurre le elezioni primarie per legge nella scelta dei candidati alle elezioni?
 

Licenza Creative Commons
Questo sito utilizza una
Licenza Creative Commons
Per noi la Costituzione è un re repubblicano (ma nudo)
Martedì 17 Febbraio 2009 16:06

La Costituzione, ha dichiarato il presidente Giorgio Napolitano, gli italiani dovrebbero “tenersela stretta”. Anche Umberto Bossi e Gianfranco Fini se la sono presa con Silvio Berlusconi per avere avuto l’ardire di alludere a una sua necessaria modifica, motivata anche da una certa cultura “sovietica” che ne sarebbe alla base. Eh no, gli hanno subito obiettato in coro i sacri difensori del Canone repubblicano, questa Costituzione non si tocca! Ma perché? Perché no! La ragione sarebbe che questa povera Italia, orfana dalla speranza cristiana e di quella marxista, avrebbe pur sempre bisogno di qualcosa cui aggrapparsi, la sua “religione civile”, eccetera.

Ma qui, se permettete, siamo noi a dire di no. E perché? Perché no! Non abbiamo affatto bisogno di una religione civile fondata su una Carta certamente influenzata da culture catto-marxiste e dal clima postbellico in cui fu adottata. Non abbiamo affatto bisogno di un articolo 1 che – chissà perché – fonda la Repubblica sul lavoro (come ai bei tempi delle “Repubbliche popolari” filo-sovietiche) anziché sulle libertà. Ma soprattutto è giunta l’ora di sgomberare il campo dall’aura sacrale (?) in cui qualcuno vorrebbe avvolgere la Costituzione. Prendiamo esempio dalla Svizzera, piuttosto: la Carta laggiù può essere riformata su iniziativa popolare, limitatamente a un articolo o un paragrafo (ma scusate, non è poco! Immaginatevi in Italia una cosa simile).

Certo, perché la riforma scatti è poi necessario che venga ratificata da una doppia maggioranza: quella dei votanti e quella degli Stati ( o Cantoni), mettendo sullo stesso piano i 14 mila abitanti dell’Appenzell e il milione e passa di Zurigo. L’importante, però, è che bastino 50 mila firme per ottenere il referendum, il quale poi va tenuto entro cento giorni (anche se spesso un compromesso migliorativo consente di evitarlo, ma non è anche questa una prova della sua efficacia?) .

Morale: noi dei Comitati stiamo con la democrazia diretta e non con la “sacralità” della Costituzione. Perché anche questo re repubblicano – gridiamolo pure forte – è nudo.

Share

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img]   
:D:):(:0:shock::confused:8):lol::x:P:oops::cry::evil::twisted::roll::wink::!::?::idea::arrow:
Security
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.