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Il Corriere si schiera: che male c'è?
Mercoledì 22 Marzo 2006 20:20

Il Corriere è il giornale più importante d'Italia, e su questo non ci sono dubbi. Ma chi l'ha detto che il primo dei quotidiani debba essere "super partes", ossia non avere una linea ben precisa, non scegliere da che parte stare? Che male c'è se il suo direttore, attraverso un editoriale, spiega ai lettori le proprie considerazioni sulla situazione politica attuale, invitandoli, se lo credono opportuno, di tenerne conto al momento del voto?

Liberi, i lettori, di seguire i consigli di Mieli; liberi anche di non comprare più il Corriere, se risentiti da tale atteggiamento. In tal caso, però, questi lettori sarebbero vittime dell'ipocrisia di un giornalismo indipendente, ossia non schierato, che non esiste davvero in nessuna parte del mondo, se non nel libro dei sogni.

Pensateci bene, ogni singola legge del Parlamento e ogni provvedimento adottato dal Governo possono essere soggetti a commenti e/o critiche da parte della stampa (e ci mancherebbe se così non fosse). Un giornale "indipendente" e autorevole per dimostrare di esserlo davvero cosa dovrebbe fare, astenersi da ogni critica per non macchiarsi dell'accusa di essere un giornale fazioso? Ovviamente no. L'unica cosa credibile che i giornali possono e debbono fare è riportare le notizie, commentandole e criticandole nella maniera più obiettiva possibile. La faziosità, del resto, i lettori sono in grado benissimo di riconoscerla da lontano un miglio.

Per maggiori informazioni clicca QUI.



Orlando Sacchelli
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