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Ridateci la Prima Repubblica!
Scritto da Filippo Mazzei   
Lunedì 06 Marzo 2006 11:40

Fuor di metafora, il film è la politica e la pubblicità non è altro che la situazione di tragico stallo in cui stiamo vivendo. Dopo l’orgia giustizialista del 1992 qualcuno si era convinto di poter dar vita a un sistema politico pulito semplicemente spazzando via i partiti sporchi e corrotti.

A rimanere in piedi solo gli “onesti”, quelli che (per chi ancora ci crede!) avevano fatto decine e decine di campagne elettorali solo con i soldi raggranellati con le tombole e le salamelle vendute alle feste dell’Unità. Berlusconi riempì un vuoto dando rappresentanza politica, nel bene o nel male, a chi era rimasto senza una casa. Nel frattempo ci si incamminò verso un sistema elettorale che, di fatto, lasciava intravedere, sia pure allo stato embrionale, un meccanismo di alternanza attraverso un maggioritario ibrido, ossia drogato fin dalla nascita da quel 25% di proporzionale che, anziché ridurre il numero dei partiti, li aveva fatti aumentare. La strada era tutta da compiere, ma il percorso era tracciato. Con la nuova legge elettorale, però, anziché sanare le stupidate del Mattarellum si è pensato bene di tornare a una forma se vogliamo ancor più drogata di proporzionale. Per carità, in Spagna e Germania con questo sistema non sono escluse la governabilità e l’alternanza.

Da noi, però, si è pensato bene di creare un Mostro: una legge che ha cancellato quel barlume di democrazia costituito dalle preferenze e, in un sistema in cui, di fatto, molti partiti sono tutt’altro che democratici (perché c’è un uomo solo al comando, che non rende conto a nessuno!), il dramma è sotto gli occhi di tutti. Si è detto che la lotta per le preferenze portava alle stelle le spese elettorali e alimentava il malaffare, rovinando la politica: bene, a questo problema si è posto rimedio con una tecnica sopraffina equiparabile al taglio della testa al pover’uomo che soffre di cefalea. In più, la scelta dei candidati – e di fatto dei parlamentari – è stata posta esclusivamente nelle mani di pochi oligarchi, senza il benché minimo contatto non solo con i cittadini ma addirittura con i militanti stessi dei partiti, ridotti a mere comparse da utilizzare per attaccare manifesti, battere le mani a comando e non si sa a quale altro “nobile” scopo. La democrazia è in pericolo ma tutti fanno finta di niente, impegnati – come sono – ad auto compiacersi e a drogarsi con le banali ovvietà sparse ad ogni ora dai vari leader e leaderini nei salotti buoni della “scatola magica”. Non ci sono primarie vere (unico meccanismo di selezione dal basso dei candidati), non ci sono più le preferenze e, alla fine, ciò che viene chiesto ai cittadini è una delega in bianco. Quanto era meglio la vecchia Prima Repubblica, con i suoi mille difetti ma, pur sempre, con il suo profumo di democrazia. Era un sistema degenerato e da curare, è vero, ma quello di oggi è un Mostro decisamente ben peggiore. Si salvi chi può!



Filippo Mazzei
L'Opinione, 4/3/2006
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