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Il Tibet chiede solo la libertà
Martedì 18 Marzo 2008 14:35

ImageA volte le immagini dicono più di tante parole. Quella che vi mostriamo, tratta dal sito freetibet.org, mostra dei morti stesi per terra a seguito degli scontri avvenuti a Lhasa tra i manifestanti e i soldati cinesi. La situazione nel Tibet è drammatica. Il Dalai Lama dal suo esilio indiano ha parlato di "genocidio culturale", pur dicendosi contrario all'ipotesi di boicottaggio delle olimpiadi di Pechino che si terranno in agosto. Contro la voglia di libertà di un popolo la Cina ha risposto con le armi e la violenza. Tine An Men purtroppo non ha insegnato nulla: nel maggio 1989 gli studenti di Pechino scesero in piazza per chiedere democrazia e libertà. Per tutta risposta ebbero i carri armati. Oggi i soldati cinesi intervengono per sedare le proteste del Tibet contro l'oppressione cinese.
Il mondo guarda esterrefatto a questa esplosione di violenza. La Cina fa di tutto per nascondere le informazioni. L'ultima mossa, astuta, è stata quella di bloccare Youtube attraverso cui stavano circolando moltissimi video sui gravi scontri di questi giorni. E' il segno, questo dell'ennesima censura su Internet, che nonostante i muscoli ostentati il regime ha paura. Ha paura della reazione della comunità internazionale, ha paura dello sdegno e della condanna del mondo. Ma ha senso, a questo punto, disertate i Giochi olimpici? Nel 1980 gli Stati Uniti - ed altri paesi - boicottarono le Olimpiadi di Mosca, come risposta all'invasione dell'Afghanistan. Oggi la situazione però è diversa.

Protestare in modo forte contro la prepotenza del regime, minacciando di non mandare i propri atleti alle gare olimpiche potrebbe sembrare una mossa efficace. La Cina, infatti, avendo interesse a non rovinare le Olimpiadi, sarebbe incentivata ad "allentare" i rapporti con il Tibet. Ma subito dopo tutto tornerebbe, manco a dirlo, come prima. Per questo sarebbe più utile sfruttare al massimo la grancassa mediatica rappresentata dai Giochi per denunciare, una volta di più, le gravi colpe della Cina. Pensate a quale clamore susciterebbero gli atleti vincitori delle medaglie se, una volta saliti sul podio, mostrassero un segno di solidarietà nei confronti del Tibet, magari una maglietta, un foulard o qualcosa di simile. Cosa potrebbe fare mai il regime, arrestarli tutti in mezzo al campo? Sarebbe uno smacco troppo forte. Non tutti gli atleti avranno il coraggio di sfidare il potere politico. Ma qualcuno più sensibile, debitamente istruito prima, potrebbe anche rendersi protagonista del clamoroso "gesto di sfida". E lì, in quel preciso momento, le Olimpiadi si trasformerebbero nei "Giochi per la Libertà". Gli atleti hanno il preciso dovere di non dimenticare la sofferenza e il dramma che stanno vivendo, da decenni, i tibetani. E con loro il mondo intero.

Photostory sugli incidenti a Lhasa: http://it.youtube.com/watch?v=FzH77Cg2TyA

Visita il sito Freetibet.org

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Commenti (7)
  • Filippo  - La C!ina si deve vergognare
    Vergogna, vergogna, vergogna!!! Il mondo libero deve protestare e far sentire la propria voce.
  • jack  - apple via dalla cina!
    puniamoli economicamente, ecco una petizione per chiedere ad Apple di abbandonare il paese:
    http://www.petitiononline.com/it342522/petition.html
  • Paolo
    L'unico modo per ottenere qualcosa è fare male al portafoglio di chi compie certe porcherie. Per questo l'iniziativa cui si riferisce la petizione è più che valida
  • McSac
    Emma Bonino: "Non sono
    affatto per boicottare alcunché. Vanno portati avanti 2 settori, che sono di pressione e di interazione. Non bisogna allentare la pressione", sostiene, aggiungendo però di bocciare il
    boicottaggio perché, ricorda, "tutte le volte che isoliamo un paese, è la ricetta migliore per girare pagina e dimenticarlo, come è successo con la Birmania e la Corea del Nord".
  • Riccardo F.  - Boicotta Yahoo!
    Boicotta Yahoo!, una delle armi più forti del regime di Pechino per spezzare la resistenza dei dissidenti!

    Leggi qua cosa è successo:
    http://www.riccardof.com/?p=489

    Ciao!
  • Apolide  - Scelta semplice
    Le dittature reagiscono solo quando "attaccate" da stati sovrani o organizzazioni, ma sono del tutto impotenti di fronte alla forza di cittadini LIBERI.
    Il massacro in Tibet vi fa orrore?
    C'è un modo semplice per far sentire la vostra voce... esercitare la vostra libertà di scelta quando andate a far compere.
    Non c'è bisogno di boicottaggi ufficiali (contro i quali Pechino sa benissimo come intervenire), basta che ogni cittadino dotato di cervello e amore per la libertà si rifiuti di comprare merci prodotte in Cina o sostenere con i propri soldi imprese che si siano prestate alle pratiche criminali del governo cinese (Yahoo, Google, Microsoft e tante tante altre).
    Il resto sono solo chiacchiere.
  • Gaston Buek  - Sospendere i Giochi!
    I Giochi vanno sospesi, non boicottati. Chi boicotta mette in atto una ritorsione tutta politica, estranea allo spirito sportivo. Ma di fronte all'impossibiità degli atleti tibetani di gareggiare sotto le insegne del loro paese (benché ipocritamente non riconosciuto dal Cio) bisogna restaurare precisamente lo spirito olimpico. Invito gli esperti di diritto sportivo a indicare ai Comitati un articolo o più articoli della Carta fondamentale adatti ad essere utlizzati. Il resto dipenderà dalla forza della protesta in tutto il mondo ibero. :( :( :( :( :( :grin :grin
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