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Tremonti ha inaugurato la stagione dei tagli, seguita dal consueto strascico di proteste, ma nessuno fa cenno al fatto che neppure la Corte di Conti sa quanto si spenda per le auto blu. Si taglia, ma la tendenza a sprecare resta una costante.
Sono d’accordo. Questo è uno dei modi più sbagliati di utilizzare il denaro pubblico, ma soprattutto a livello di Regioni, Comuni e Province ci sono spese non pertinenti alla fornitura di servizi essenziali, che si collocano in una rete burocratica da ridurre drasticamente. Ci sono una miriade di enti pubblici, partecipazioni a società di gestione di servizi che potrebbero tranquillamente essere smantellate e ciò comporterebbe dei vantaggi economici e io credo anche in termini di qualità dei servizi per i cittadini.
Ha citato gli sprechi nelle Regioni. Fa sensazione vedere i governatori in rivolta contro i tagli quando, secondo i dati pubblicati da Repubblica.it per le missioni all’estero dei soli consiglieri, per esempio, la Lombardia spende più di 200.000 euro, la Sicilia 450.000, il Piemonte 260.000 e così via…
Penso che fino ad oggi non si sia badato a spese e non so di quanto si possano ridurre gli sprechi delle Regioni, ma darsi come obiettivo almeno il dimezzamento dei costi, secondo me è qualcosa di realistico. In ogni caso dobbiamo tutti renderci conto che le coordinate del mondo sono cambiate e che l’Occidente, fino ad oggi, ha potuto spendere al di sopra delle proprie possibilità perché non aveva una concorrenza diretta sul piano economico. Oggi non è più così e la Cina, l’India e presto anche il Brasile cresceranno in misura tale voler accedere anch’essi ai benefici dello Stato Sociale. Questi sprechi non possono durare all’infinito, quello che dovrà essere guadagnato in termini di servizi dovrà essere perso dall’altra. Credo che se non vogliamo che le funzioni essenziali dello stato sociale vadano nel dimenticatoio si dovrà lavorare sulla riduzione dei costi dell’intermediazione burocratica.
A proposito di tagli alle istituzioni: i Comitati per le Libertà sostengono l’abolizione completa delle Province. È favorevole?
Sì, sono assolutamente favorevole. Credo che le attività che ora sono a carico delle Province possano essere tranquillamente sostituite dai comuni. Aggiungo che secondo me bisognerebbe abolire un numero molto alto di comuni piccoli che appartengono alla nostra tradizione, ma la cui vita è diventata insostenibile in termini di costi.
Cameron si insedia e procede con i tagli senza incontrare contrasti sul suo cammino. In Italia si sollevano regioni, insegnanti, medici e farmacisti, per protestare contro i provvedimenti di Tremonti. Come si spiega?
Le istituzioni sono apparati che sono cresciuti a dismisura e bisogna lavorare su questi sprechi e sull’evasione fiscale, bisogna far pagare le tasse a tutti, in modo da ridurre le aliquote fiscali. C’ è una cifra ufficiale dell’aliquota media che si aggira intorno al 43% ed è del tutto falsata dal sommerso compreso nel Pil. Alludo a quel 20% di sommerso su cui nessuno paga le tasse. Allora il 43% diventa nei fatti, per coloro che le tasse le pagano, più del 50% del reddito e spesso più del 60% del reddito. Questa è la vera iniquità. L’evasione fiscale falsa le aliquote. L’efficienza non è ingrossare la macchina istituzionale, ma dare di più alle famiglie oberate da una burocrazia macchinosa e costosa.
La strategia dello scudo fiscale è una strategia vincente, oppure fomenterà maggiormente l’evasione?
Credo che incida poco sull’evasione fiscale. È solo un meccanismo emergenziale che consente allo Stato di recuperare capitali, ma che non ha un’influenza di lungo periodo sull’evasione. Bisogna trovare degli strumenti efficaci per portare alla luce il sommerso. Uno di questi strumenti è la riduzione delle tasse. Senza questo presupposto è quasi impossibile ridurre l’evasione fiscale. Purtroppo è un cane che si morde la coda, ma da qualche parte bisogna cominciare e per questo è necessario porsi degli obiettivi. Bisogna definire delle aliquote più basse delle attuali, ma al tempo stesso trovare degli strumenti per portare alla luce il sommerso. Questo comporta una rivoluzione culturale in Italia; questo comporta anche una maggiore credibilità dello Stato, che oggi manca.
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