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La Vigilanza sbaglia e la par condicio è una legge iniqua. Ma basta programmi-agguato
Scritto da Alessandro Trevisani   
Venerdì 26 Marzo 2010 18:02

Vittorio SgarbiSgarbi, Berlusconi ha parlato di programmi politici come “pollai”, la Vigilanza pretende di metter mano ai palinsesti per dare più peso alle tribune politiche, magari a discapito dei contenuti decisi dai conduttori. Ma fino a che punto può arrivare la par condicio?
La par condicio è per sua natura iniqua, perché non può parificare i temperamenti, e poi perché non può arrivare dovunque, quindi lascerà sempre degli spazi dove la condizione è “impari”. In realtà la comunicazione televisiva è legata all'alchimia del conduttore, il quale invita chi ha più cose da dire. Ad esempio Vespa ha mantenuto sempre un equilibrio di presenze.

Ma non è una intromissione nella libertà dei giornalisti e dell'editore prescrivere il contenuto di una trasmissione?
La Vigilanza mostra una mancanza di fiducia verso l'azienda. Persone come Santoro o non le assumi, o lasci a loro la gestione dello spazio.

A chi giova il nuovo regolamento? Alla concorrenza? All'astensionismo? Ai piccoli partiti, al centrodestra? Giova o meno alla partecipazione democratica?
Questo della Vigilanza è un tentativo di applicazione distaccata della par condicio, per limitare la faziosità di alcuni programmi, che comunque, pur con ascolti importanti, non avrebbero alterato, a parer mio, l'esito delle elezioni.

Gli spazi di Annunziata, Santoro, Floris sono spazi di propaganda o di confronto?
Travaglio, e altri che parlano del governo paragonandolo alla mafia, rappresentano un punto di vista diffamatorio. Il problema è che queste trasmissioni spesso fanno ritenere che ci sia qualcuno di politicamente indegno. Che l'altro conduca una battaglia truccata è argomento premesso. E questo è il contrario del rispetto.

Perché i più seguiti talk show politici sono di sinistra?
Ma il problema non è che siano di sinistra. Personaggi onorevoli come la Turco, o Bersani, possono benissimo dire ciò che vogliono: il guaio è che c'è qualcuno che tira colpi bassi. Non possiamo dire che Vespa sia di destra o di sinistra: il fatto è che nella sua trasmissione non c'è l'agguato. Poi non posso pretendere che Santoro e soci non parlino, del resto con quello che dicono giovano alla destra.

Quindi lei dice “facciano pure”?
Sì, ma vede, quando Berlusconi disse al telefono in diretta a Samarcanda “Santoro si contenga” era per dire “anch'io ho diritto a farmi ascoltare senza che si dia per scontato che sono un delinquente”. Santoro è certo che Berlusconi è un mafioso. Piero Ricca parte dalla stessa premessa. È un problema di stato d'animo. Il problema non è la sinistra o la destra, è che una parte della tv reputa il goveno illegale. A priori.

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