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Cacciari: "Santoro è l'altra faccia di Berlusconi. Vendiamo la Rai e avremo una vera concorrenza"
Scritto da Alessandro Trevisani   
Martedì 23 Marzo 2010 12:05

Massimo CacciariCacciari, lo stop ai talk show: non le pare un atto illiberale?
Sì, ma la tv di stato è tutta uno schifo. Certo non è togliendoli che i programmi diventano migliori.

Allora è d'accordo con Berlusconi che ha parlato di “pollai”.
Certo che lo sono. Solo che lui vorrebbe il pollaio a sua immagine e somiglianza. Una pretesa che è conseguenza inevitabile di un sistema in cui chi vince le elezioni marca il territorio e lottizza la Rai.

Ma la Vigilanza, fermando i talk show, non getta via il bimbo con l'acqua sporca? In fondo Santoro e Floris, per quanto faziosi e ideologici, suscitano interesse per la politica.
Il fatto è che il bambino è stato consumato dall'acqua sporca. Fra l'altro non si parla ormai che dello stop ai programmi politici: è una campagna elettorale demenziale. Dov'è la disoccupazione al 10%? Dove sono i problemi della scuola, dell'industria?

A sinistra dicono che questi problemi sono ignorati proprio dal governo, troppo intento negli affari di Berlusconi. Dall’altra parte, accusano il partito dei giudici di distrarre l’attenzione da tutto quanto ha realizzato il governo.
Ma Berlusconi è negativo ontologicamente! Per il conflitto d'interessi, per l'orgia di cattivo gusto che rappresenta. Solo che quello delle veline è il suo terreno, e lì lui vince.

Allora la D'Addario ad Annozero rappresentò un favore fatto al premier.
Praticamente sì. Personalità come Santoro e Travaglio sono l'altra faccia di Berlusconi. D'altro canto Fede crede di fargli propaganda ma gli fa perdere voti: una persona normale che vede il Tg4 vota dall'altra parte! È la stessa cosa che successe quando da Tangentopoli venne fuori Berlusconi: non era certo ciò che si aspettavano i giudici del Pool. Si chiama eterogenesi dei fini, una legge alla quale non si sfugge.

E invece che pensa della par condicio? Ormai sembra un'ossessione per l'equilibrio che divora tutto e non fa crescere più nulla.
La par condicio è un discorso del tutto vuoto e strumentale. Quello che c'è da fare è eliminare la tv di stato, o al limite vendere due canali e tenerne uno che faccia solo cultura. Il tutto accompagnato da una legge antitrust, cosicché si creerebbe una opportunità di vera concorrenza com'è attualmente quella di Sky.

Un giudizio severo, il suo, verso il servizio pubblico che i Comitati per le Libertà condividono pienamente.
Ma non c'è servizio pubblico in Rai. In una tv dove le nomine sono tutte politiche ciò che altrove è patologico, la raccomandazione, la lottizzazione, lì diventa fisiologia. Chi mi nomina sarà il mio capo per sempre, finché ho quell'incarico.

E qui veniamo all'inchiesta di Trani: le chiamate fra Berlusconi, Letta, il dg Masi e Innocenzi dell'Agcom sono il piatto caldo della settimana.
Quello che è accaduto fra Rai e governo è gravissimo, ma dipende dal sistema che c'è a monte da sempre: la tv di stato è un centro di interessi politici. Bisogna chiuderla, e se non ci piace la tv che rimane uno può sempre comprarsi la parabola e vedere le tv estere.

Ma ci sono politici disposti a chiudere la Rai?
No, perché tutti la vedono come un'opportunità per mettere le mani in pasta.

Del resto dalle sue parti non hanno saputo fare nemmeno una legge contro il conflitto di interessi di Berlusconi. Figurarsi se aboliscono i propri, di interessi.
Ah quel capitolo lì resterà sempre un mistero. Il grande mistero della sinistra italiana.

Mentre recentemente sono stati rinnovati gli aiuti di stato ai giornali. Non le pare un atto illiberale anche questo?
Invece lo trovo giustificabile. Pur di allargare la platea dei lettori almeno degli sgravi fiscali ci vogliono.

Concludendo pessimismo su tutta la linea: nessun messia ci salverà da una cattiva televisione.
Spero e credo che il messia sia decisamente intento ad altro.

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