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"La lentezza è l'emergenza della giustizia"
Scritto da Flavio Stilicone   
Venerdì 25 Settembre 2009 12:20

Mario CerviMario Cervi, oltre alla lentezza, cos’altro della giustizia italiana le fa storcere il naso?
La presunta innocenza fino al terzo grado di giudizio, che piace molto agli avvocati. Il problema, però, è che siccome il terzo grado di giudizio arriva dopo 10 anni, si ha un periodo di tempo lunghissimo durante il quale l’imputato può continuare a proclamarsi innocente anche se ci sono prove schiaccianti contro di lui.

I Comitati della libertà sono per i pm eletti dal popolo. Cosa pensa?
È una proposta che fa rabbrividire. Se penso ai giudici eletti dal popolo in certe regioni d’Italia, immagino che sarebbero eletti come giudici i peggiori in circolazione.

È vero, però è comunque meglio avere la possibilità di scegliere piuttosto che non averla…
Anche in politica si dice che la mancanza delle preferenze è una brutta cosa perché gli elettori non possono più scegliere. È vero, ma quelli che raccoglievano 100 mila preferenze non erano politici virtuosi e integerrimi, era gente che faceva raccomandazioni, dava posti pubblici agli amici. I giudici sarebbero eletti con gli stessi criteri.

E sulla separazione delle carriere cosa pensa?
Sono favorevole, è assurda la confusione con la quale da noi è ritenuto giudice anche un pm. Il pm è una parte che rappresenta l’accusa.

Sulla riforma del Csm?
Ho l’impressione che si voglia riformarlo per fini politici, quindi si tira da una parte o dall’altra per aumentare il numero dei magistrati o dei laici. Sicuramente il Csm, così com’è nella sua forma attuale, dà tanti privilegi a chi ne fa parte, ma non funziona, nemmeno dal punto di vista punitivo.

Come valuta la nuova legge sulle intercettazioni?
Male. Riconosco che sulle intercettazioni ci sono eccessi e divulgazioni di conversazioni che non hanno rilevanza ai fini dei processi, però mi pare che la classe politica abbia eretto un muro difensivo contro di esse. Certamente ci sono intercettazioni che ledono la privacy e recano danno, però mi domando è meglio che i cittadini italiani sapessero o non sapessero che il governatore della Banca d’Italia si dava del tu con i furbetti del quartierino? Secondo me tutto sommato è meglio che lo sapessero. Non sono così intransigente sulle intercettazioni, anche perché il linguaggio usato dagli uomini politici durante quelle conversazioni è qualcosa di degradante.

Però è innegabile che in Italia ci sia un abuso, siamo il Paese che spende di più…
Sì, ma i numeri sono contestati, le statistiche in Italia sono la cosa più elastica che possa esistere. Preoccupiamoci delle intercettazioni, ma occupiamoci anche del fatto che non si espiano le pene.

I nuovi codici di procedura civile e penale accorceranno i tempi dei processi?
Non li conosco a fondo, non sono uno specialista della materia, ma ho la sensazione che tutte le riforme, o troppe per lo meno, siano viste in senso garantista. Ho questa convinzione, che sarà la convinzione di un forcaiolo: il problema dell'Italia non è dei troppi innocenti tenuti in galera o condannati, che pure ci sono, è dei troppi colpevoli che non sono puniti o che se puniti non espiano la pena.

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