Segui Libertates

Pagina Facebook Canale YouTube Feed RSS

Iscriviti alla Newsletter

Nome:

Email:


Licenza Creative Commons
Questo sito utilizza una
Licenza Creative Commons

Correlati

Il maggioritario ce lo prendiamo col referendum. E ai partiti dico: avete tutto da guadagnarci
Scritto da Alessandro Trevisani   
Martedì 09 Dicembre 2008 15:45

Guzzetta il referendum mira a dare il premio di maggioranza alle singole liste, evitando alle coalizioni il ricatto dei partitini. Ma chi lo appoggerà tra i partiti?
La politica italiana ha un respiro così corto che fino al giorno prima non sapremo le convenienze, e quindi i pronunciamenti di voto. Al momento i partiti ritengono la soluzione attuale come la più conveniente per loro, perché non si elegge nessuno che non sia di gradimento agli apparati. Tutto il resto è visto come una minaccia.

Un timore fondato?
Tutt'altro. Il referendum è anche nell'interesse dei partiti, perché hanno un'opportunità di ricambio e di nuova crescita. Se non la colgono saranno spazzati via dai ribellismi.

Ma per selezionare direttamente i candidati che cosa possiamo fare?
Il collegio uninominale è la soluzione migliore, perché ci permette di vedere in faccia l'eletto e poi chiedergli conto. Del resto sfido un qualsiasi elettore italiano a dire chi è il suo eletto.

Che futuro ci aspetta? Avremo le primarie per legge, un giorno, come gli americani?
Le primarie vanno bene anche con la legge attuale, ma certo sarebbero più consone a un meccanismo uninominale. Primarie vuol dire votare persone che sono in lizza dentro lo stesso schieramento.

Ma una volta chiusa quella sfida il partito va compatto sui candidati selezionati.
Esatto, tanto che poi può recuperare gli esclusi, com'è avvenuto tra Obama e Hillary. Ecco, il nostro obiettivo dev'essere la separazione delle due elezioni, quelle dentro e quelle fuori. Il sistema attuale, concentrando tutto in un solo voto, aumenta spese, corruzione, divisioni.

Adottare circoscrizioni piccole, con pochi candidati ben visibili, può essere un modo per ottenere gli stessi effetti di selezione dell'uninominale?
In realtà più sono i candidati più diminuisce la reale libertà di voto: del resto le circoscrizioni ampie favoriscono i candidati più potenti, perché per presentarsi in una o più regioni devono avere molti soldi e visibilità mediatica. Invece un solo candidato dentro un collegio piccolo può benissimo incontrare tutti gli elettori.

La maggioranza vuole cambiare la legge elettorale per le europee: la proposta comporta lo sbarramento al 5% e liste bloccate. Che ne pensa? Può essere un modello in caso di insuccesso del referendum?
La semplificazione del quadro politico non basta, perché può essere revocata dal parlamento in ogni momento. Il dilemma di questa riforma è la scelta tra liste bloccate e preferenze: meglio di tutto sarebbe poter scegliere, magari con le primarie nei singoli collegi. Meglio se uninominali.

Share

Commenti (0)
Commenta
I tuoi dettagli:
Commento:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img]   
:D:):(:0:shock::confused:8):lol::x:P:oops::cry::evil::twisted::roll::wink::!::?::idea::arrow:
Security
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.
 
Comitati per le Libertà - Indirizzo Segreteria: Via Daverio, 7 - 20122 Milano | comitatus@libertates.com