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Capezzone: "Facciamo come gli americani, presidenzialismo, federalismo e bipartitismo"
Scritto da Alessandro Trevisani   
Mercoledì 19 Novembre 2008 20:16

Capezzone, in parlamento vi apprestate a discutere un progetto di legge elettorale per le Europee, con uno sbarramento alto e un numero ristretto di circoscrizioni. È questa la strada per un bipartitismo perfetto? O c'è da rimpiangere l'uninominale?
Beh, come disse Mao Tze Tung, non importa di che colore sia il gatto, l'importante è che acchiappi il topo. La legge elettorale proposta per le europee, e magari in futuro una nuova legge nazionale italiana, potranno avvicinarci all'obiettivo del bipartitismo. Ad ogni modo la legge elettorale per le politiche garantisce già una buona dose di bipartitismo. Ma non dimentichiamo che un altro importante obiettivo è quello di avvicinare gli elettori agli eletti.

In una elezione con liste bloccate gli eletti sono decisi a tavolino dalle segreterie. Non emerge un problema di democrazia?
Il contatto diretto tra eletto ed elettore si può conseguire adottando circoscrizioni piccole, dove i partiti sono stimolati a presentare liste corte. Per le europee se passa la riforma avremo dieci circoscrizioni, non più cinque, e dovendo eleggere 72 parlamentari avremo forzatamente liste molto corte, con 3-4 nomi: se sono l'elettore di un certo partito e mi presentano pochi personaggi che non mi piacciono potrei facilmente dare il mio voto a un altro partito.

Qualcuno reclama il ritorno alle preferenze.
Le preferenze sono state uno dei fattori determinanti per far nascere Tangentopoli. Hanno stimolato la nascita delle correnti e la diffusione del finanziamento illecito ai singoli candidati. Io non ho questa nostalgia.

Le primarie: le farete anche voi o no? Sono un meccanismo che vale la pena di istituzionalizzare?
Si tratta di capire che cosa sono. Se sono le primarie all'americana sono uno strumento valido. Quelle del centrosinistra sono state primarie per finta, simulazioni senza dibattito dove c'era dall'inizio un solo candidato già vincitore.

Meglio le primarie o le liste corte per avvicinare i cittadini agli eletti?
Sono due metodi diversi e non concorrenziali, nel senso che uno non eslcude l'altro. Le primarie vanno bene se ci sono strumenti credibili e regole vere.

Benedetto Della Vedova sostiene che un vero liberale predilige il sistema uninominale, ma si aspetta molto dal dibattito sulle riforme costituzionali, e dall'ipotesi di una forma presidenziale.
Un liberale predilige il sistema americano: elezioni presidenziali, federalismo, bipartitismo. Se sceglieremo di eleggere un capo dello stato che fa la sua squadra e si carica di una responsabilità per mandato diretto del Paese, allora sarà un bel cambio di passo per la cultura poltica italiana.

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