Indagare Berlusconi per strage? Un reato da magistrati narcisi


Continua la saga, ormai stucchevole, Berlusconi–magistrati

Silvio Berlusconi è indagato per concorso morale nell’istigazione alla mancata “strage colombiana” dello Stadio Olimpico nel 1993 – commissionata al boss Giuseppe Graviano – che avrebbe provocato centinaia di morti tra i carabinieri se si fosse verificata. Come i lettori ben possono comprendere, si tratta di una formula giuridicamente somara, cioè ignorante, come direbbe il preparatissimo giudice Corrado Carnevale! Cosa non si fa per per uscire dall’anonimato, da Ingroia a Di Matteo la ricerca di protagonismo è pari alla gravità di una sindrome ossessivo-compulsiva…
La verità, al contrario,è che il processo sulla “trattativa Stato-Cosa Nostra” accusava Scalfaro, Berlusconi e Dell’Utri di aver salvato l’Italia dalle bombe e stragi recapitando il “papello” di Totò Riina alle Istituzioni: alcune concessioni ai boss, in cambio della fine degli attentati; poiché una simile impostazione accusatoria paradossalmente assolutoria minacciava di far celebrare un processo senza reato (sic!) e con la probabile assoluzione di tutti gli imputati, la presunta confessione di Graviano di essere stato in accordi stragisti con Berlusconi raccolta in migliaia di pagine servirà a dirottare il corso di un processo senza reato, e a garantire almeno – in ipotesi – la condanna di Dell’Utri: i magistrati sono chiaramente impazziti, e soffrono di manie di grandezza che vanno sottoposte ad attenzione medica. Di Matteo ha dato i numeri andando in Commissione Antimafia a dichiarare, invece che lavorare: “In una riunione del 1992 tenutasi alla Commissione regionale di Cosa Nostra a Palermo, Totò Riina fece i nomi di Berlusconi e Dell’Utri”.

La stranissima dichiarazione del boss dei boss Giuseppe Graviano non è utilizzabile né investigativamente né processualmente –anche se fosse fondata! – atteso il fatto che il Parlamento a maggioranza ulivista già nel 1999 censurò il fumus persecutionis nell’estorsione del pm Antonio Ingroia al pentito Francesco Di Carlo. Se l’art. 192 del codice di procedura penale è violato con un’estorsione da parte dei pm – fatto gravissimo -, con Graviano le cosiddette “dichiarazioni convergenti del principio della convergenza del molteplice” non possono essere improvvisamente migliori! E tutti gli altri fascicoli vanno in prescrizione…

di Alexander Bush

Sull'Autore

Alexander Bush

Alexander Bush, classe '88, nutre da sempre una passione per la politica e l’economia legata al giornalismo d’inchiesta. Ha realizzato diversi documentari presentati a Palazzo Cubani, tra questi “Monte Draghi di Siena” e “L’utilizzatore finale del Ponte dei Frati Neri”, riscuotendo grande interesse di pubblico. Si definisce un liberale arrabbiato e appassionato in economia prima ancora che in politica. Bush ha pubblicato un atto d’accusa contro la Procura di Palermo che ha fatto processare Marcello Dell’Utri e sul quale è tuttora aperta la possibilità del processo di revisione: “Romanzo criminale contro Marcello Dell’Utri. Più perseguitato di Enzo Tortora”.

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