Il programma di Savona: manuale del perfetto statalista.


Si è parlato molto di uscita dall’Euro, ma non di altre proposte di Paolo Savona

In questi giorni è trapelato quello che avrebbe dovuto essere il programma del nuovo ministro dell’economia Paolo Savona.
Non considerando le proposte di uscita dall’euro che hanno monopolizzato l’interesse generale occorrerebbe porre occhio anche alle altre proposte del programma.
Perché sono proposte che sembrano tratte dal manuale del perfetto statalista:

  • passaggio della Banca d’Italia sotto il controllo diretto del governo. Ora l’istituto è (dopo le riforme liberali del secolo scorso) ente indipendente in cui il governo interviene solo con la nomina del Governatore. Questa è una struttura tipica del governi liberali, mentre l’asservimento dell’istituto (di emissione) alla politica è sintomo di governi totalitari o comunque dirigisti e centralisti (come ad esempio Russia e Cina)
  • la proposta della rinascita dell’IRI. Ente di cui abbiamo tutti tragici ricordi: corruzione, assistenzialismo, salvataggi di aziende decotte per meri fini elettorali, sprechi colossali. Non per niente quando fu soppresso tutti ricordarono che finalmente l’Italia si avviava a diventare un Paese moderno.
  • utilizzo della CdP (Cassa depositi e Prestiti) come ente erogatore di sussidi e aiuti alle imprese: puro assistenzialismo… Non dimentichiamo che la Cassa raccogli i risparmi postali degli italiani (specie i meno abbienti) e che proprio per questo ha in statuto l’obbligo di investire solo in aziende con bilanci sani e in attivo. Altrimenti vedremmo la Cassa lanciarsi in avventure quali salvataggi di Alitalia con perdite di svariati miliardi.
  • spostamento di area e di funzione per il MontePaschi: da banca privata di interesse nazionale a braccio esecutivo della CdP (e quindi statalizzata) con il compito di supporto per l’industria con criteri non privatistici , ma assistenzialistici e dirigistici (decide il governo quali aziende aiutare). Con questo daremmo addio ai 5 miliardi investiti dallo Stato che, per contratto, vanno restituiti entro un certo periodo.
  • finanziamenti illimitati alle banche in difficoltà: il che porterebbe inevitabilmente le banche stesse nell’orbita pubblica perché solo adeguandosi alle direttive pubbliche otterrebbero i finanziamenti.

Se un programma del genere fosse stato attuato, altro che “governo del cambiamento”, saremmo stati di fronte a un governo di ritorno al passato: al centralismo e al dirigismo degli anni ‘50

di Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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