Il centro destra sale su Carroccio. Dalla manifestazione “Liberiamoci” di Bologna inizia il tandem Renzi-Cinque Stelle

andrea
Cos’è successo a Bologna?

La destra italiana riparte da una città simbolo della sinistra: Bologna. O meglio… dichiara la fine del “antiquato” centro-destra nel giorno in cui una nuova formazione politica si compatta e dichiara un’azione comune che pochi ancora conoscono. Oggi sono andati in piazza solo slogan di stampa anni Novanta come: “Questo è un giorno importante per il futuro dell’Italia”, parole di Silvio Berlusconi che poi sul palco attacca Renzi chiamandolo “signore mai eletto che governa il Paese e cambia la Costituzione”. Sì, il nodo costituzione che il cavaliere voleva spazzar via col presidenzialismo e ora invece difende come se fosse l’ultimo samurai costituzionale. Scherzi della vita… o della politica. Non sono mancati gli slanci nazional-popolari di Salvini, dopo le ruspe contro migranti e rom l’azione si concentra sui centri sociali, di sinistra: “Sgombereremo tutti i centri sociali. Renzi? Un parassita che vive sul prossimo”.
Silvio Berlusconi, dal palco di piazza Maggiore, ringrazia prima di tutto Umberto Bossi e gli altri “compagni” del “defunto” centro-destra e “incorona” i nuovi leader in vista di un’alleanza che, dice Berlusconi, “porterà sopra il 40%”. Berlusconi cita e ringrazia prima di tutti Matteo Salvini, “quello che consente a noi del centro-destra di guardare al futuro con ottimismo”, sottolinea il leader di Fi che aggiunge: “Combattendo insieme vinceremo le elezioni perché con Matteo, Giorgia (Meloni, ndr) e Silvio non ce ne sarà più per nessuno”.
“Dopo i campi rom i centri sociali: li sgombereremo uno per uno e l’Italia sarà un posto migliore. La ruspa abbatte ma poi ricostruisce”, sul palco è Matteo Salvini a prendere poi la parola. Matteo Salvini, leader del Carroccio, arringa i suoi fan: “E’ uno spettacolo vedervi da qua, alla faccia del sindaco Merola, e dei centri sociali”. “Sogno una Italia aperta, ma con delle regole, chi sbaglia paga. Una Italia dove i bambini sono adottati solo se ci sono una mamma e un papà. E dove votano i ragazzi di 16 e 17 anni”.

La giornata si conclude poi con  un duro botta e risposta tra il leader leghista Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Salvini dal palco va all’attacco di Alfano definendolo addirittura “inutile e cretino”. Non si fa attendere la replica del ministro dell’Interno: “Salvini è solo un incolto quaquaraquà”. Intanto interviene anche il ministro Maria Elena Boschi: “Il Paese vuol correre, non essere bloccato”.

Gilbert du Motier de La Fayette

Sull'Autore

Gilbert du Motier de La Fayette

Liberale fedele ai grandi ideali, rivoluzionario a riposo ma sempre pronto a scendere in battaglia in nome della democrazia e della libertà. Chissà chi è in realtà il marchese La Fayette.

Post correlati