I Questori li eleggano i cittadini

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Lo scontro tra Questore e Sindaco di Roma: e se i questori li eleggessero i cittadini?

I disordini di Roma, dove i tifosi olandesi di una squadra di calcio, il Feyenoord, hanno devastato la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna, hanno prodotto una lunga coda di polemiche. “Io di morti non ne faccio. Né io né i miei uomini”: così il questore della città, Nicolò D’Angelo, ha difeso l’operato dei suoi agenti, che avevano ricevuto l’ordine di non intervenire contro gli atti di vandalismo per non peggiorare la situazione. Era una risposta al sindaco Marino, a sua volta sotto attacco per una serie di inadempienze della sua giunta, che invece aveva individuato in lui il capro espiatorio, invocandone le dimissioni.
Chi abbia ragione fra i due (l’uno, l’altro, forse entrambi o nessuno dei due) dovrebbero essere i cittadini a giudicarlo. Accordando la fiducia o la sfiducia al momento delle votazioni per il sindaco o il questore.
Ma ahi!, qui cade l’asino. Perché la vicenda di Roma è esemplare in quanto asimmetrica: si può votare per il sindaco ma non per il questore. E perché? Perché no, avrebbe risposto Enzo Jannacci. Il questore in Italia viene nominato dal Viminale, cioè dal ministero dell’Interno. Come del resto avviene per il Prefetto.
Risultato: la polemica di Roma resta sospesa in aria, il popolo può fare da spettatore ma non esprimere il suo parere.
E’ giusto così? No, non per chi, come Libertates, ha iscritto la democrazia diretta sulle sue bandiere. Questori e prefetti devono essere eletti dai cittadini. E le polemiche, quando ci sono, devono avvenire alla luce del sole.

Dario Fertilio

Sull'Autore

Dario Fertilio

Dario Fertilio (1949) discende da una famiglia di origine dalmata e vive a Milano. Giornalista e scrittore, presiede l’associazione Libertates che afferma i valori della democrazia liberale e i diritti umani. Estraneo a ogni forma di consorteria intellettuale e di pensiero politicamente corretto, sperimenta diverse forme espressive alternando articoli su vari giornali, narrativa e saggistica. Tra i suoi libri più noti, la raccolta di racconti “La morte rossa”, il saggio “Le notizie del diavolo” e il romanzo storico “L’ultima notte dei Fratelli Cervi”, vincitore del Premio Acqui Storia 2013. Predilige i temi della ribellione al potere ingiusto, della libertà di amare e comunicare, e il rapporto con il sacro.

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