I due cervelli di Mario Draghi

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Mario Draghi: contemporaneamente freddo banchiere e liberale socialista

Disturbo schizoide della personalità nella diagnosi secondo il criterio DSM-IV-TR: “La personalità schizoide manifesta chiusura in sé stessa o senso di lontananza, elusività o freddezza. La persona tende all’isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone, evita il coinvolgimento in relazioni intime con altri individui. Il soggetto schizoide, all’esame clinico, mostra una tendenza pervasiva a vivere emotivamente in un “mondo proprio” rigidamente separato dal mondo esterno delle relazioni sociali, e la sua stessa idea del sé è affetta da incertezze”.
Non si può che essere d’accordo con il giornalista Alberto Statera su “Affari e Finanza” quando traccia il profilo intellettualmente snob in senso liberale da italiano inflessibile, duro con se stesso e con gli altri, di Mario Draghi, da alcuni anni a capo della Banca Centrale Europea, come di un uomo maturo e serio che non ha davvero nulla da spartire con la mediorientale e disastrata classe dirigente italiana. Un inglese tra gli italiani, insomma, che al pari di Franco Cordero ritiene che “l’impeachment anglosassone appartiene all’altra faccia della Luna”. Valga il vero: “Sembra di vederlo. Atermico, insensibile al caldo e al freddo, rinchiuso nel suo gelido aplomb, l’uomo del sud Europa che scala le montagne in solitaria, come ama fare.
E’ la stessa immagine che Mario Draghi ha rimandato nel dramma Grexit, il quale al momento, ma solo al momento, lo vede croupier al disastrato tavolo verde europeo. Nel ritratto di algido economista ossessionato dai numeri non si riconosce affatto, tanto che in una rara digressione rispetto alla tradizionale discrezione sulla sua persona ci tenne a dire che “anche gli economisti hanno un cuore, non sono tristi come diceva il filosofo scozzese Thomas Carlyle”. Continua Statera, sottolineandone la temperata vocazione keynesiana come politico suo malgrado in mezzo al jurassic park clientelare della partitocrazia fatta da “macellai” dell’etica della responsabilità, come il turbo-cinico Denis Verdini: “Un’altra volta si avventurò ad usare l’espressione di fonte sindacale “macelleria sociale”, definendola “un’espressione rozza ma efficace”. A bassa voce, a chi una volta gli chiedeva quali sentimenti politici nutrisse, rispose che apprezzava le idee che oggi verrebbero definite di “socialismo liberale”. Del resto, si laureò con Federico Caffè, economista particolarmente attento alle politiche sociali e ai ceti deboli…”. Il ritratto che il grande Statera ha tracciato del tecnocrate di Bruxelles è pienamente aderente alla realtà oggettiva dei fatti-ecco il problema!-perché siamo in presenza dello stesso Mario Draghi che ha sostenuto con tutta la forza del caso in Europa il criminogeno, per Paolo Barnard criminale, “moltiplicatore keynesiano al rovescio” denunciato da Luciano Gallino pur di salvare tutta la montagna dei derivati in Europa dal loro riassorbimento fallimentare presso l’economia reale (da “Il colpo di Stato di banche e governi” edito da Einaudi), cioè l’aiuto di Stato alle megasistemiche banche d’investimento che ha ucciso i pilastri del libero mercato mondiale lungo l’asse decisionale Paulson-Draghi-Lagarde: “I 14-15 trilioni di dollari impegnati dai governi occidentali, secondo stime assai caute, per salvare dal disastro le istituzioni finanziarie, corrispondono a 25-30 anni degli investimenti che sarebbero necessari (a 500 miliardi l’anno a dir molto) per raggiungere integralmente entro l’anno convenuto, il 2015, tutti gli otto Scopi del Millennio indicati dall’Onu per tutti i paesi interessati.-Da parte sua la somma totale delle cancellazioni di attività dal bilancio delle banche americane ed europee corrisponde, da sola, a 37 anni di aiuto allo sviluppo dei paesi poveri, stando ai capitali erogati dai paesi Ocse nel 2008. Con 15 trilioni di dollari si potrebbero finanziare per 60 anni le spese per la ricerca sul cancro e l’Aids…”.
Se tutto quanto scritto fin qui è vero, allora vuol dire che Mr. Draghi è un galantuomo e insieme un banchiere senza scrupoli, e la sua stessa idea del sé è affetta da incertezze come emerge nella descrizione clinica del disturbo schizoide… C’è da avere paura?

Alexander Bush

Sull'Autore

Alexander Bush

Alexander Bush, classe ' 88, nutre da sempre una passione per la politica e la macroeconomia legata al giornalismo d'inchiesta. Ha realizzato diversi documentari presentati a Palazzo Cusani, tra questi "Lo psico-reato di Keynes", "Monte Draghi di Siena" e "L'utilizzatore finale del Ponte dei Frati Neri", riscuotendo grande interesse di pubblico. Si definisce un liberale arrabbiato e appassionato in economia prima ancora che in politica. Due libri al suo attivo: "L'Italia dei complotti 1974-2011" e "Scacco matto a Giulio Andreotti" editi da LibertatesLibri.

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