Grillo, D’Alema, Berlusconi…..la colpa è sempre dei giornalisti

angelo
Grillo, con la sua ormai consueta eleganza di tratto e di linguaggio, ha minacciato i giornalisti: “smettete di parlar male di noi, altrimenti noi che siamo gandhiani (probabilmente il Mahatma si sarà rivoltato nella tomba) ve lo metteremo…”
Sarà anche vero che sono gandhiani, ma forse si sono dimenticati che la violenza non si esercita solo con gli atti, ma anche con le parole, spesso più pericolose.

Pur senza giungere in passato a questi eccessi, niente di nuovo è in vista per la politica italiana: D’Alema (da presidente della Bicamerale) aveva accusato i giornalisti di essere tutti contro di lui, Berlusconi (da Presidente del Consiglio) aveva intimato da Sofia che la Rai avrebbe dovuto vietare ai giornalisti di parlare male di lui, eccetera.
Quando le cose per un politico non vanno per il verso giusto, la colpa è sempre dei giornalisti, dei media, delle televisioni, di qualcun altro. Mai dei propri errori.

E tutto ciò non è (secondo noi) tanto indice di una mentalità totalitaria, da aspirante Peron, quanto di una visione limitata e distorta della democrazia e della dialettica della politica.
Dove esiste una democrazia compiuta (come nei paesi anglosassoni) la funzione di critica e di stimolo dei giornalisti e dei media è riconosciuta e accettata: fa parte anch’essa della “balance of power” così fondamentale per quelle democrazie: abbiamo potuto così vedere presidenti degli Stati Uniti cacciati dopo un’inchiesta giornalistica (Nixon con il Watergate) o ministri inglesi dimettersi dopo notizie di irregolarità o abusi apparse sulla stampa: ma mai nessuno di loro ha incolpato (o tantomeno minacciato) i giornalisti.

Uno dei tanti aspetti positivi della riforma delle istituzioni da sempre richiesta dai Comitati potrebbe essere anche questo: un potere legislativo formato da un’unica Camera (con un Senato delle Regioni) con rappresentanti eletti e scelti direttamente dai cittadini e un potere esecutivo incentrato su un Presidente eletto direttamente obbligherebbero i politici a rispondere direttamente a chi li ha eletti, mettendoci la propria faccia senza mettere in campo colpe e comportamenti altrui.

Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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