Dieci domande da un cittadino comune

fabio
Dieci domande e una sola risposta: occorre che (come da sempre sostiene Libertates) gli italiani s’impegnino direttamente nella vita politica, sociale e culturale

L’Italia è uno strano Paese, bello ma contraddittorio, ricco di cultura ma capace di accettare di tutto e farsi del male solo. Cercherò di essere breve, estremamente sintetico a costo di sembrare riduttivo, ma desidero effettuare un momento di riflessione su dieci domande che mi passano per la testa. Ne avrei tante altre da fare, ma tempo e spazio non me lo consentono.

  1. E’ normale che un cittadino critichi la politica e le istituzioni, essendo molte volte allo stesso tempo evasore e strafottente della cosa comune?
  2. E’ normale che la terra felix sia diventata terra dei fuochi dinanzi all’indifferenza della classe politica (e per diverso tempo anche dei cittadini!)
  3. E’ normale che a differenza degli altri Paesi democratici non abbiamo più democristiani, socialisti, comunisti, liberali ecc, ma solo berlusconiani, grillini e renziani e che nessuno provi vergogna a essere definito con uno di questi marchi-appellativi (Quanto ci piace avere la vocazione del servitore, eh!)?
  4. E’ normale che il popolo italiano, noto per la sua storia fatta da geni e da uomini d’arte e di scienza, abbia un bassissimo tasso di lettori di libri e giornali? (Non leggono i giornali ma criticano l’informazione. Come fanno lo sanno solo loro. Ah no, ripetono le parole del padrone di turno, forse!)
  5. E’ normale che l’Italia abbia due Camere legislative e ancora oggi si cerchi di evitare l’abolizione del Senato (oggi duplicato della Camera)?
  6. E’ normale che il leader di un importantissimo partito politico continui a fare politica nonostante sia stato condannato con sentenza definitiva e stia scontando la sua pena ai servizi sociali?
  7. E’ normale che il leader di un altro importantissimo partito politico, anch’egli pregiudicato, capeggi un movimento in cui il dissenso si paga con le espulsioni, la capacità di analisi non va oltre l’indignazione e il vaffa…e il web diventano simboli di democrazia?
  8. E’ normale che l’Italia abbia un presidente del Consiglio non eletto dai cittadini?
  9. E’ normale avere un politico che fa il comico, un comico che fa il politico e uno che cerchi di sembrare il nuovo messia?
  10. Cari lettori/cittadini: vogliamo cominciare noi da subito a costruire qualcosa con un vero impegno civile, politico, sociale e culturale oppure vogliamo lasciare spazio a un’ultima lagnosa domanda: è normale che l’Italia sia una Repubblica democratica fondata sul lavoro degli altri?

Renato Cantagalli

Sull'Autore

Renato Cantagalli

Renato Cantagalli è lo pseudonimo di un giornalista campano nato nel '79 in provincia di Caserta. Opinionista irriverente e unpolitically correct di Libertates ha collaborato con vari media occupandosi di politica. Il suo pensiero: dopo il superamento dei concetti di destra e sinistra, il liberalsocialismo è la strada sulla quale devono incamminarsi Italia ed Europa.

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