Cuba va (anche senza monumenti a Fidel)


Un Fidel Castro diverso dagli altri dittatori comunisti: nessun culto della personalità

Nell’ultima sessione dell’anno il Parlamento di Cuba, VIII legislatura, oltre ad aver approvato il bilancio dello Stato per il 2017, ha convertito in legge la richiesta espressa da Fidel Castro, di non avere monumenti, busti, vie o istituzioni statali in suo nome. Non sono menzionate le istituzioni culturali, scientifiche e militari, quindi è da presumersi che quelle, in suo nome, invece ci saranno. Già la sua tomba, nel cimitero di Santiago di Cuba, accanto ai Padri della Patria, si presenta con una lastra di granito con la sola parola “FIDEL”.
Credo che questo spieghi bene la sua idea di Rivoluzione. Ciò rimanda alle parole di Mandela, diventato Presidente del Sudafrica, quando alla conferenza stampa i giornalisti gli chiesero perché avesse scelto Cuba come primo viaggio fuori dall’Africa: “dovevo fare visita a Fidel, che è stato l’unico uomo venuto nel nostro continente con tutte le armi necessarie a vincere, e se ne è andato senza chiederci nulla”.
Quindi come dice la canzone: “Cuba vaaa, Cuba vaaa.” Almeno fino alle elezioni legislative del 2018, alle quali Raul Castro ha già detto che non si presenterà, e dovrebbe essere eletto al suo posto Miguel Diaz-Canel Bermudez, attualmente primo vice Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri.

di Giancarlo Guglielmi

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Giancarlo Guglielmi

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