Cosa ci insegnano le tragicomiche vicende della politica italiana

Tutti noi siamo a conoscenza degli ultimi scandali riguardanti la politica italiana: dalle spese folli dei consiglieri regionali del Lazio al presidente dell’Aler di Lecco che buca le gomme dell’auto di un disabile che ha osato chiamare i vigili per far spostare la sua Jaguar dal posto macchina riservato ai disabili, agli astronomici rimborsi per ogni tipo di spesa…: ovunque si cerchi, appaiono sprechi e appropriazioni indebite di ogni tipo e genere.
Ovviamente è assolutamente da comprendere e condividere l’indignazione di tutti coloro che faticano a pagare tasse e imposte che vengono utilizzate per questi scopi
Così come sono da condividere in pieno i provvedimenti d’urgenza presi dal Governo per cercare di porre un limite a questo uso scandaloso del denaro pubblico.

Ma vorremmo fare alcune considerazioni al riguardo:

  • l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di leggi (il doppio della Germania), leggi a cui si affianca uno sterminato numero di regolamenti attuativi, circolari esplicative, controlli burocratici ecc ecc: creando nuove leggi e disposizioni statali (che si sovrappongono all’esistente normativa regionale), nuovi controlli da parte della Corte dei Conti, nuovi vincoli assoluti di spesa non facciamo che aumentare ancora il peso di una burocrazia destinata inesorabilmente a eseguire controlli rigidi e di forma anziché di sostanza (già ora i rimborsi di consiglieri e assessori regionali erano formalmente ineccepibili!)
  • in Italia abbiamo vasta esperienza di come la classe politica riesca (legalmente) ad aggirare norme a lei non gradite: basti pensare allo stesso finanziamento pubblico ai partiti abolito dalla stragrande maggioranza degli italiani con un referendum e prontamente riapparso come rimborso delle spese elettorali e come (lo abbiamo scoperto solo adesso!) come contributi per i rapporti con gli elettori…
  • i compensi (soprattutto dei manager) andrebbero valutati in base ai risultati ottenuti e non ad un rigido rapporto con gli enti che spendono meno: non c’è dubbio che, ad esempio, Passera alle Poste abbia ben meritato quanto guadagnato: in pochi anni ha trasformato un carrozzone inefficiente e costoso in una società per azioni che (per lo meno) non costa niente ai cittadini

Che fare allora?
Noi come Comitati proponiamo la nostra solita ricetta: che siano i cittadini a valutare e a decidere i costi e il rendimento degli enti e dei propri rappresentanti: i politici debbono poter essere scelti in base a chi sono (con primarie obbligatorie garantite e certificate, aperte a qualsiasi candidato), votati in base ai loro programmi (con una legge elettorale maggioritaria) e giudicati alla fine del mandato in base alle proprie responsabilità. Infatti in questo modo il cittadino sa chi lo rappresenta, può valutarne l’operato e giudicare nelle successive elezioni se rivotarlo o meno.
Ne discende che il politico è considerato responsabile non solo del proprio operato, ma anche di quello dei manager che rispondono a lui e che potranno, ovviamente, essere nominati o rimossi a suo insindacabile giudizio.

Angelo Gazzaniga

 

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates. Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria. Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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