| Ridurre i compensi ai parlamentari? Tranquilli, ci pensa la commissione (fra qualche decennio) |
| Scritto da Angelo Gazzaniga |
| Mercoledì 21 Dicembre 2011 10:13 |
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È stata costituita nel gennaio del 2011, è presieduta dal presidente dell’ISTAT ed è formata da esperti in statistica. Sì è riunita sinora tre volte: la prima per stabilire quali erano i paesi europei da prendere in considerazione, la seconda per chiedere agli ambasciatori presso i singoli paesi un rapporto sui compensi dei parlamentari di quei paesi, la terza per fare il punto sulla situazione. I lavori dovrebbero terminare nei primi mesi del 2012: uso il condizionale perché non esiste un termine “ad quem”. Ma che necessità c’era di convocare funzionari, grandi esperti ed emeriti professori (già lautamente pagati e comunque con relativi gettoni di presenza) per conoscere dati (lo stipendio dei parlamentari della Ue) che chiunque di noi può conoscere mediante internet in una manciata di minuti? O forse i grandi esperti di statistica non sanno che esiste internet? Non servono (anzi sono dannose e pericolose) le richieste populiste o le gazzarre in parlamento: ogni problema deve essere affrontato e dibattuto seriamente, civilmente e in tempi brevi e certi: per questo occorre che i cittadini o i loro rappresentanti (i deputati) vengano messi in condizione di valutare e decidere con rapidità e chiarezza di informazione. Questo è in fondo essere cittadini di uno stato civile e moderno quale tutti noi vorremmo fosse l’Italia. Angelo Gazzaniga |

Una notizia di questi giorni “movimentati”: la riduzione degli emolumenti ai parlamentari verrà fatta in futuro, non appena l’apposita commissione avrà stabilito qual è il compenso medio dei parlamentari della Ue.