| "Indignados": ragioni valide ma soluzioni catastrofiche |
| Scritto da Angelo Gazzaniga |
| Martedì 25 Ottobre 2011 17:39 |
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A parte, ovviamente, i “soliti” delinquenti che approfittano di queste manifestazioni e che vanno trattati esclusivamente come tali, non si può negare che i veri “indignati” non abbiano le loro buone ragioni. Che cosa offre attualmente la nostra società (soprattutto quella italiana) ai giovani? Un lavoro che, quando si trova, è quasi sempre un lavoro precario, malpagato e provvisorio. Ma quello che meraviglia sono le richieste che fanno questi “indignati”: Questi ragazzi non propongono e non chiedono nessuna “rivoluzione”, nessuna riforma, nessuna liberalizzazione che permetta loro di farsi valere grazie alle proprie forze e alle proprie capacità, di costruirsi un futuro con i propri mezzi. Chiedono un ritorno all’Italia “democristiana” dei loro genitori: l’Italia dell’assistenzialismo, del posto sicuro e della laurea garantiti, L’Italia delle imprese statali e del parastato, delle sovvenzioni a fondo perduto, l’Italia profondamente ostile alla cultura del rischio, dell’imprenditorialità, del “farsi da sé”: un paese di sudditi in attesa del favore e non di cittadini che chiedono di poter far valere i loro diritti. Sono forse solo i Comitati che si battono per le liberalizzazioni, la riduzione dell’intervento statale in economia, il federalismo e la partecipazione dei cittadini in modo diretto alle scelte politiche i veri rivoluzionari? Angelo Gazzaniga |

Anche in Italia gli “Indignati” SI stanno mobilitando a migliaia per protestare contro la situazione economica e la classe politica.