| La casta di province e regioni: una proposta di riforma |
| Scritto da Angelo Gazzaniga |
| Venerdì 15 Luglio 2011 19:05 |
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L’Italia è l’unico paese europeo ad avere ben cinque (o sei) livelli di enti burocratici sul territorio: nelle grandi città abbiamo i consigli di zona, il comune, la provincia, la regione e lo stato (se non consideriamo l’Unione Europea). Nelle altre zone abbiamo le comunità montane al posto dei consigli di zona: ma nulla cambia nel computo degli enti. Ovviamente ognuno di questi enti necessita di strutture di direzione, di supporto, amministrative, sedi, mezzi, fondi ecc. Solo questo giustifica il fatto che l’apparato burocratico-politico di stampo statalista dia lavoro a circa 900.000 persone (un’”azienda” grande circa 18 volte una Fiat, tanto per intenderci). Tra questi enti le province (eredità delle prefetture di stampo napoleonico) sono gli enti meno necessari. Perlomeno da quando sono nate le regioni in senso federalista. Basterebbe ripercorrerne la storia:
Ora è riapparsa alla Camera una proposta costituzionale di abolizione delle province firmata dall’IdV. Risultato della votazione: 83 favorevoli, 225 contrari, 308 astenuti. Ogni commento sarebbe inutile: hanno votato contro o si sono astenuti (chi ha votato contro se non altro ha avuto il coraggio di metterci la faccia) sia il Pd che il Pdl, nel cui programma di governo era prevista l’abolizione delle province. Si potrebbe concludere: di fronte alla “casta” non c’è programma o proposito che tenga! Per i Comitati per le Libertà, che sin dalla loro nascita hanno proposto l’abolizione delle province, non resta che l’iniziativa popolare: solo un referendum permetterebbe ai cittadini di esprimere direttamente la loro volontà. Un altro motivo per dimostrare l’utilità dei referendum al fine di avere una vera democrazia gestita dei cittadini e non dagli interessi della politica. Così, una volta abolite le province, si potrà avanzare una proposta ancora più ambiziosa: sostituire alle attuali regioni (altrettanto centralistiche e burocratiche quanto lo Stato) contee o cantoni più o meno equivalenti a 4-5 delle attuali province (purché con una dimensione o popolazione non al di sotto di certi valori. Angelo Gazzaniga |

L’Italia è il regno della burocrazia e degli enti più o meno inutili: le province ne sono un esempio eclatante.
Bisogna assolutamente abolirle e tutte.
Chi sostiene il contrario lo fa solo per interesse.
I tempi sono critici e bisogna operare con forza e coscienza nell interesse di tutti e non solo di pochi..