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Il referendum che vorremmo
Scritto da Angelo Gazzaniga   
Martedì 21 Giugno 2011 23:35

I referendum appena conclusi hanno evidenziato come l’istituto referendario abbia avuto una profonda trasformazione nel corso degli anni.

Il referendum nato con la Costituzione aveva un duplice scopo:

  • permettere ai cittadini di decidere direttamente su argomenti di interesse generale
  • permettere l’abolizione totale o parziale di leggi anche se approvate dalla maggioranza parlamentare

Per questi motivi aveva delle caratteristiche particolari:

  • poteva essere proposto solo se presentato da un notevole numero di cittadini
  • doveva passare al vaglio preventivo della Consulta
  • poteva essere solo abrogativo
  • era valido solo se votava almeno il 50% degli aventi diritto

Col passare degli anni i referendum hanno assunto una caratteristica e un significato ben diverso (e lo abbiamo visto chiaramente in questi ultimi). Hanno infatti assunto un aspetto politico molto più evidente e pronunciato. Sono diventati dei plebisciti su questioni si molto importanti, ma con un taglio populistico e demagogico in cui la partecipazione al voto e il giudizio politico sotteso fanno aggio sul problema su cui i cittadini sono chiamati a decidere.

Secondo i Comitati il referendum dovrebbe essere una delle massime espressioni della democrazia diretta, in cui i cittadini possono esprimere il loro parere e le loro decisioni al di fuori della logica partitocratica: un’espressione della volontà dei cittadini su certi problemi e non giudizio sulla polita o sui governi.

Per questo noi chiediamo un referendum che sia:

  • semplice e più economico (raccolta delle firme anche in numero maggiore ma attraverso procedure più semplici, accorpamento con le più vicine elezioni – il famoso “election day” - , sistema di votazione più semplice: una sola scheda, possibilità di voto per posta o ,in futuro, voto elettronico)
  • anche propositivo e consultivo (affinché i cittadini possono esprimere semplicemente un parere optando per una delle soluzioni proposte)
  • senza quorum (chi non vota lo deve e lo può fare perché non è interessato al problema, e quindi è giusto prevalga la maggioranza di coloro che sono interessati e quindi sono andati a votare)
  • un modo ulteriore perché i cittadini possono partecipare attivamente e direttamente alla vita politica.

Angelo Gazzaniga
Portavoce dei Comitati per le Libertà

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