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Se il Popolo della Libertà fosse una chiesa, Berlusconi naturalmente ne sarebbe il papa e, come tale, avrebbe il potere di nominare i cardinali. Ma dal momento che il Pdl, pur rinunciando al nome di partito, si ispira alle formazioni politiche di tipo occidentale, non dovrebbe succedere che al suo interno il leader nomini i candidati alle elezioni, i membri dei consigli d’amministrazione e i sindaci delle città, come pastori di un gregge.
Eppure succede: l’attuale prima cittadina di Milano, Letizia Moratti, annuncia durante uno scherzoso programma radiofonico su Radio 24, intitolato “la Zanzara”, di essere stata investita dall’onorevole Berlusconi anche del prossimo mandato a sindaco. Sembrerebbe uno scherzo, invece è vero. Parole testuali (riportate dal Corriere della Sera): “Sarò io il candidato del Pdl a sindaco di Milano. Ne ho già parlato con Berlusconi. Tutto ciò, comunque, risponde a colloqui riservati”. Ecco spiegato, commenta il “Corriere”, l’attivismo che ultimamente la Moratti ha dispiegato in città: ricevuta l’investitura cardinalizia, ha dato avvio ai viaggi pastorali.
Ora lo scandalo, qui, è ben più grave di quello che accompagnerebbe qualche inadempienza amministrativa o marachella giudiziaria. Una candidatura politicamente così importante, che dovrebbe essere sottoposta agli iscritti ed elettori del Pdl mediante le primarie, è ridotta a “colloqui riservati” (oltre che, dicono i bene informati, delegata a tavoli politici ancor più riservati). C’è in tutto ciò, più ancora che sprezzo per i cittadini, candida ignoranza delle elementari regole democratiche. Non sfiora la mente della signora Moratti il sospetto che qualche altro candidato meritevole potrebbe avere il diritto di candidarsi a rappresentare il Pdl? Non ha il più vago dubbio di dover rispondere in qualche modo a chi l’ha votata la volta scorsa, sottoponendo a giudizio di fine mandato i risultati della sua amministrazione?
I Comitati per le Libertà, nel rifiutare il metodo ecclesiastico delle investiture politiche, propongono ai cittadini di esigere, in tutti i modi opportuni, l’adozione delle primarie per la scelta dei candidati a sindaco e a governatore: solo così potremo cominciare ad essere cittadini e non sudditi!
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