| Sciopero dei lettori o sciopero dei cittadini |
| Scritto da Libertates |
| Giovedì 08 Luglio 2010 10:49 |
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Se mai, avrebbe dovuto invitare gli italiani a leggere di più e meglio (la tiratura del “Corriere della Sera” è inferiore oggi a quella dei primi anni del ‘900). Ciò detto, le distorsioni del giornalismo italiano riguardo al capo del governo (e non lui soltanto) non sono un’invenzione di Berlusconi: esistono, e come. Il giornalismo italiano dovrebbe farsi, dunque, una sana autocritica. Ma i suoi eccessi di faziosità ideologica non autorizzano un capo di governo a “staccare la spina”. I Comitati sostengono da sempre che si debba passare da un “paese di sudditi” a un “paese di cittadini”: sacra è la libertà di stampa, sacrosanto il diritto di non comprare (o non ascoltare) l’informazione inquinata. Ma non si può mettere preventivamente il bavaglio a nessuno. |

Il premier Berlusconi ha consigliato agli italiani di scioperare contro i giornali che lo dipingono in modo distorto. Pessimo consiglio per chi è a capo di un partito che si chiama “Popolo della Libertà”: il meno che si possa dire è che la libertà presuppone la conoscenza.