| Referendum senza quorum. Obiettivo dei Comitati |
| Scritto da Libertates |
| Martedì 23 Giugno 2009 12:25 |
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Il referendum elettorale non ha raggiunto il quorum, esulta la partitocrazia d’ogni colore. Secondo il leghista Calderoli, inventore del “Porcellum” con il quale si continuerà a votare, questa è una vittoria del Carroccio. Secondo Casini, teorico del neo-centrismo democristiano, questo risultato segna la fine del bipartitismo. Il ministro dell’Interno Maroni, dopo una serie di vergognose pressioni per rendere ancora più ostico il già macchinoso funzionamento del referendum, annuncia iniziative che – certamente – punteranno a farlo cancellare definitivamente l’istituto dalla politica italiana. I micro-partitini di sinistra esultano anche loro, convinti che sia stata fermata così la dittatura di Berlusconi (il quale ultimo, evidentemente annebbiato dai colpi ricevuti per le vicende di ville e ragazze, ha lasciato il Pdl allo sbando piegandosi al ricatto di Bossi). Esultano i vari centristi del Pd, quelli che come Rutelli stanno già pensando di fondare un qualche partito nuovo del “qualcosa virgola qualcosa”. Esultano il partito pensionati, il gruppo caccia e pesca, gli amanti del rock e i cavalieri del Nulla che potranno continuare impunemente a ottenere seggi qui e là, con relative spese a carico dei cittadini. Non esultiamo invece noi dei Comitati per le Libertà, insieme a tutti i democratici. Continuiamo a credere che la democrazia maggioritaria e diretta sia l’unica speranza sia per l’Italia che per l’Unione Europea. E ci impegniamo a batterci perché – con buona pace del ministro Maroni - il referendum diventi valido comunque, senza alcun obbligo di quorum. Noi crediamo che in democrazia debba decidere chi vota, non chi se ne resta a casa. |


Sbagliato nei modi, lo si poteva affiancare alle elezioni europee con grande risparmio di denaro.
Sbagliato nei contenuti, i tre quesiti non coglievano il punto.
Dare un premio di maggioranza così elevato ad un solo partito, svilisce la democrazia. Non trovo giusto che un partito che riceve solo il 30-35% dei consensi debba governare il paese da solo.
L'Italia non è gli Stati Uniti, il bipartitismo non funzionerà mai. Non si può pretendere di forzare un sistema che non ci appartiene culturalmente. Ci sono altri sistemi per migliorare la governabilità.
I compromessi SERVONO alla democrazia e ci si dovrebbe pensare prima di fare certe coalizioni, non dopo e poi gridare al lupo. Se Bossi fa paura al PDL è perché gli fa anche un gran comodo. Senza la lega il CDX non riceverebbe tanto consenso.
Forse il PDL farebbe meglio a fare politica per i cittadini, invece di limitarsi a difendere gli interessi del capo e a piazzare accompagnatrici e poco di buono al parlamento, per poi gridare al complotto eversivo, contro coloro che pensano che la politica sia un'altra cosa.
Unico quesito su cui casomai sarei d'accordo è il terzo: trovo scandaloso che una persona si possa candidare in più circoscrizioni contemporaneamente, quando è palese che potrà essere eletto solo in una. E' una truffa per i cittadini che lo hanno votato.
Infine: il problema è un altro. Non basta un referendum per fare un po' di make-up ad una legge anticostituzionale come il "procellum". La legge va rivista completamente, reintroducendo in primis la preferenza diretta dei candidati e l'ineleggibilità dei condannati.