| Bene ridurre i parlamentari. Ma la democrazia finisce qui? |
| Scritto da Libertates |
| Venerdì 29 Maggio 2009 15:15 |
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La proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – dimezzare il numero di deputati e senatori tramite un disegno di legge d’iniziativa popolare – è lodevole e merita di essere appoggiata. Non abbiamo dimenticato che un’iniziativa analoga faceva parte del pacchetto di riforme istituzionali sottoposto qualche anno fa – sfortunatamente senza successo – agli elettori per referendum. Comprendiamo anche perché il capo del governo voglia dare più forza alla sua proposta ricorrendo al popolo, benché altri, simili progetti di legge siano già da tempo giacenti in parlamento. Non saremo certo noi dei Comitati - da sempre favorevoli ad allargare i confini della democrazia diretta – ad eccepire sul fatto che una delle massime cariche istituzionali voglia farvi ricorso. Temiamo soltanto che l’uso di questa democrazia diretta sia, di fatto, episodico e strumentale: fatta la legge e messa con le spalle al muro l’opposizione, sarebbe triste ritornare alle pratiche populistiche ben note: liste elettorali compilate fra amici e compagni, anziché attraverso le primarie; elezione diretta dei Pubblici Ministeri sbandierata periodicamente dalla Lega soltanto per far colpo; referendum visto con fastidio quando non fa comodo, e senza che si pensi all’abolizione del quorum sul modello americano e svizzero. |

