Cinque comici per una politica da ridere

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Cinque attori comici hanno interpretato al meglio (o forse al peggio) l’ultimo cabaret del nostro aprile politico.
Il primo è stato Roberto Benigni: la sua impagabile goliardata sulla “Costituzione più bella del mondo”, ripresa con comica serietà dalla neo presidentessa della Camera Laura Boldrini nel suo discorso d’insediamento, meriterebbe il tapiro di platino. Infatti, la Costituzione più sforacchiata del mondo ha appena dimostrato di dover essere urgentemente cambiata, dopo la surreale kermesse parlamentare che ha portato alla riconferma di Napolitano. Si deve introdurre l’elezione popolare diretta del Capo dello Stato.
Il secondo comico è stato Claudio Bisio, che con il film “Benvenuto Presidente!” ha anticipato al meglio – interpretando un bibliotecario di periferia eletto per sbaglio al Quirinale perché si chiama Giuseppe Garibaldi – la kermesse comica di cui sopra.
Il terzo, dall’aldilà, è stato il grande Ugo Tognazzi, che nello storico film “Amici miei” vestiva i panni del conte Mascetti (quello della “supercazzola”) e a cui nel segreto dell’urna uno dei grandi elettori ha attribuito un sacrosanto voto di stima.
Del quarto non dirò il cognome, però di nome fa Beppe. Ha dato il meglio di sé proclamando una Marcia su Roma nell’anniversario di quella di Mussolini, e parlando prima di “colpo di Stato” e poi di semplice “colpetto” (forse di sole).
L’ultimo è stato Dario Fo, ormai autocaricatura di un premio Nobel. Prendendo in giro la bassa statura del mancato ministro Brunetta ha dimostrato di essere lui, il vero nano.
Non so voi, ma fra questi cinque comici del cabaret d’aprile io sceglierei Ugo Tognazzi.

Gaston Beuk

Sull'Autore

Gaston Beuk

Gaston Beuk è lo pseudonimo di un noto giornalista e scrittore dalmata. Si definisce liberale in economia, conservatore nei valori, riformista nel metodo, democratico nei rapporti fra cittadino e politica, federalista nella concezione dello Stato e libertario dal punto di vista dei diritti individuali.

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