Cambiamenti climatici: un affare per le lobby


Sono meglio i progetti delle lobby americane, pagati dallo Stato o quelli di Musk, pagati di tasca propria, per risolvere il problema del riscaldamento climatico?

Sanzionato a Marrakech l’accordo sul clima, e’ gia’ in fase di attuazione, e prevede di limitare la crescita della temperatura del pianeta entro 2 gradi centigradi, possibilmente 1,5, rispetto all’epoca pre-industriale. Lo stop e’ diretto specificamente al riscaldamento dovuto alle emissioni di anidride carbonica di origine antropica.
Il clima e il sistema terra sono considerati dai dotti come tipici sistemi ‘caotici’, con tutte le prediche conseguenti sul probabilismo nella scienza moderna e sulla presenza del caos, o della imprevedibilita’, anche a livello dei fenomeni macroscopici, come appunto il pianeta terra, e non solo a quello delle particelle elementari. Da qui le dispute fra gli specialisti non sui fatti accertati, e ben riconosciuti, legati ai cambiamenti climatici, che si susseguono da tempo immemorabile. Le dispute fra specialisti riguardano invece le interpretazioni dei suddetti fatti, non tutte riconducibili a cause strettamente di origine antropica. Per versioni diverse da quelle mainstream, si veda il sito Climatemonitor.it
Il non addetto ai lavori e’ inoltre colpito dalla lunghissima lista dei costosissimi interventi resi necessari dall’accordo sul clima. Infatti la riduzione delle emissioni di gas serra non è legata unicamente ai processi per la produzione di energia da combustibili fossili. Riguarda anche i metodi impiegati per l’estrazione delle materie prime, e la loro lavorazione. Come pure le modalità volte a migliorare i rendimenti energetici degli edifici pubblici e privati. Nonché il riciclaggio dei rifiuti con procedure meno inquinanti, le tecnologie usate nei trasporti, nello sviluppo dell’agricoltura, nel mantenimento delle foreste e nella salvaguardia della biodiversita’ animale e vegetale, eccetera.
Si delinea cosi’ un progetto di governance mondiale, all’insegna del green, con voluminosi giri di affari fra lobbies globalizzate e cordate ultra-ramificate, come nei collegamenti diretti fra i dipartimenti di Berkeley (e non solo quelli strettamente scientifici e specialistici) e la macchina amministrativa di Washington. Il tutto nella speranza di salvare gli impegni, già abbondantemente finanziati dalla amministrazione Obama,per la transizione a un futuro sviluppo economico ’sostenibile’.
Non mancano proposte di interventi decisi per la eliminazione della anidride carbonica in eccesso, come spedirla direttamente fuori dell’atmosfera, con un progetto avveniristico alla Elon Musk. Con la differenza che il suddetto Elon Musk, i soldi li tira fuori dalle sue tasche.

di Lanfranco Belloni

Sull'Autore

Lanfranco Belloni

Lanfranco Belloni si occupa di divulgazione presso il Dipartimento di fisica dell’Università degli studi di Milano, facoltà di Fisica Generale. Laureato in Filosofia e in Fisica negli anni Settanta, ha frequentato gli Stage (1976-78) a Berkeley in California. Ha partecipato al CERN History Project negli  anni Ottanta. Ha pubblicato con la Rizzoli: La scienza divertente ( con G. Caprara), 2002;  La vera storia della fusione fredda, 1989;  Da Fermi a Rubbia, 1988.

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