Bene la cultura politica tedesca, non il sistema elettorale

Dario
In Italia fra le tante mode c’è quella, particolarmente stucchevole, di lodare il sistema politico tedesco. Un’eco – per fortuna lontana – di questa abitudine risuona anche nell’articolo pubblicato su “Libertates”, dal titolo “Se l’Italia fosse la Germania…”. Intendiamoci: la verità innegabile del pessimo sistema elettorale italiano chiamato “Porcellum” è sotto gli occhi di tutti: e si può soltanto condividere il contenuto dell’articolo. Ma bisogna stare attenti a non confondere il costume politico tedesco – basato sull’autocontrollo, lo spirito di collaborazione e il rilievo dell’interesse generale – con il sistema elettorale “alla tedesca”, che alcuni improvvidi politici italiani vorrebbero importare da noi.
In realtà, tale sistema segna il trionfo dei partiti, sempre tentati da una “partitocrazia” che ha poco da invidiare a quella italiana. Non solo: proprio il sistema misto tedesco, un po’ proporzionale e un po’ maggioritario, con un’arbitraria soglia di sbarramento al 5 per cento, ha mostrato proprio nelle ultime consultazioni tutti i suoi limiti. Uno soprattutto: all’indomani del voto i cittadini tedeschi NON sanno quale governo verrà scelto, né se il loro voto sarà utilizzato per sostenere un governo di cui faranno parte partiti a loro NON graditi, né se i programmi sbandierati in campagna elettorale, e in base ai quali è stato richiesto il loro consenso, avranno una sia pur minima possibilità di applicazione. E infatti sono aperte praticamente tutte le possibilità: coalizione democristiani-socialdemocratici; democristiani-verdi; democristiani-socialdemocratici-verdi; alternativa di sinistra; governo dc di minoranza. Se una simile situazione si riproducesse in Italia, avremmo un’ingovernabilità garantita per un anno, poi nuove elezioni. La differenza tra Italia e Germania, più che nelle regole, sta insomma nel costume politico.
Perciò i Comitati chiedono che in entrambi i paesi si adotti il sistema maggioritario di collegio (vedi il nostro “Maledetta proporzionale”) e l’elezione diretta del Presidente (vedi “Fuori i secondi!), entrambi pubblicati nella nostra casa editrice LibertatesLibri, collana Bibliotheca Albatros. Sitema elettorale maggioritario e presidenzialismo sono le premesse indispensabili della democrazia diretta, intesa come facoltà di partecipazione e capacità decisionale dei cittadini.

Gaston Beuk

Sull'Autore

Gaston Beuk

Gaston Beuk è lo pseudonimo di un noto giornalista e scrittore dalmata. Si definisce liberale in economia, conservatore nei valori, riformista nel metodo, democratico nei rapporti fra cittadino e politica, federalista nella concezione dello Stato e libertario dal punto di vista dei diritti individuali.

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