|
È ormai piuttosto noto, almeno a quanti non abbiano la vista del tutto appannata, che insulti e offese, anche pesantissimi, nei confronti della religione, dei credenti, dei profeti e di Dio sono all’ordine del giorno. Nessuno ad esempio si scandalizza più se sente bestemmiare per strada, e pochissimi sono quelli che reagiscono a un simile atteggiamento. Ricordo ad esempio che quand’ero piccolo sui mezzi pubblici della mia città c’erano cartelli simili: «Si ricorda che la bestemmia è reato». Adesso sono spariti: la bestemmia non è più reato oppure è uno di quei reati che non possono essere puniti, perché in fin dei conti si sta offendendo Qualcuno in cui, in nome della libertà, si può anche fare a meno? Ci si provi invece a dire negro (termine scientifico e non dispregiativo), oppure finocchio e tutti i benpensanti, di destra e sinistra, insorgeranno manu militari per difendere quelli che, in virtù del politicamente corretto, debbono essere chiamati uomini “di colore” oppure omosessuali, oppure, peggio, sessualmente alternativi o non so più qual’altra scempiaggine simile. (Per inciso: mai sentito nessun bidello o spazzino, anni fa, offendersi per essere chiamato bidello o spazzino. Oggi invece sono diventati operatore scolastico e operatore ecologico).
Di recente stavo cazzeggiando sulla Rete e mi è saltato in mente di compiere un piccolo esperimento: scrivere la parola Dio nel motore di ricerca immagini di Google. Il risultato è presto detto. Posto che Dio non si può rappresentare in alcun modo, resta il fatto che pare piuttosto schifoso che le prime immagini a campeggiare sullo schermo siano quelle d’un certo Ronnie James Dio. La Rete fornisce un’interessante biografia del soggetto. “Cantante” heavy metal americano d’origine italiana, è stato, tra le altre cose, in rapporti con il rocker satanista Ozzy Osbourne e ha fatto parte del gruppo Black Sabbath, nome piuttosto eloquente.
Il soprannome Dio, ci informa Wikipedia, non è dovuto a motivi religiosi (sic), bensì s’ispirerebbe a un mafioso italo-americano, tal Johnny Dio. Scelta quanto meno ben ardita, posto che l’informazione sia autentica. Il soggetto in questione infatti ha improntato tutta la sua carriera alla blasfemia, tanto che nel 1957 fonda un gruppo rock, The Vegas Kings, divenuto però popolare come “Ronnie Dio and the Prophetes”, Ronnie Dio e i Profeti. Nella biografia wipedina, molto informata sul personaggio, a un certo punto si apprende una verità che da milioni d’anni gli esseri umani attendevano: «Dio crebbe a Cortland nello stato di New York». E dove volevi che crescesse Dio se non in America? Battute a parte, da un punto di vista simbolico questa notizia, posta così, la dice molto lunga… Ma torniamo a Google.
Quando non ci sono immagini, peraltro numerosissime, del rocker, troviamo di tutto: un Gesù con cappello texano e pacchetto di Marlboro in mano e sigaretta accesa, un cartello che ritrae un cane e accanto la scritta «Attenti a Dio», più una serie d’altre che, quando non palesemente offensive, sono di gran cattivo gusto. C’è di più. Nelle Ricerche correlate (sullo schermo in alto) leggiamo: Dio padre, Ronnie James Dio, Dio triangolo e un paio di belle bestemmie che ovviamente non riporto. Però, a puro scopo d’indagine, ho cliccato e si aperto un piccolo grande inferno. Ecco un florilegio di questa putredine: Gesù con in braccio un maiale, rebus che nascondono una bestemmia, ancora Gesù con stampigliato in faccia la frase «mio padre è gay» oppure nella variante con naso di porco, il simbolo d’un grande partito italiano ritoccato con pesantissima bestemmia, e via di questo passo.
Se poi proviamo a digitare, sempre nel motore di ricerca immagini di Google, il nome del Profeta in italiano, Maometto, scopriamo che, a parte qualche suo ritratto classico e innocuo, ci sono solo vignette dissacranti e pesantemente offensive.
Un’ultima cosa che mi riguarda da vicino, e i lettori perdoneranno il riferimento personale. Qualche mese fa ho intercettato con la chat di Facebook un mio cuginetto di sedici anni. Due chiacchiere da “anziano” a giovane. Come stai, come va con le ragazze, come va a scuola, solite banalità. A un tratto il vispo ragazzino, lamentandosi d’un ridicolo episodio occorsogli poco tempo prima, si è messo a scrivere una serie di pesanti bestemmie. Nonostante lo avessi pregato di smetterla, egli ha seguitato a tirarne giù di tutti i colori, Madonna compresa. A quel punto gli ho detto chiaro e tondo: ringrazia che tra di noi c’è un computer, ma se fossi davanti a me ti riempirei di sberle. Reazione esagerata, la mia? Non credo. È il risultato che lascia pensare. Dopo essermi preso del coglione (ho più del doppio della sua età e non l’ho mai offeso) gli ho di nuovo intimato, questa volta con ancor più durezza, di piantarla subito. Ma quello persisteva e allora, non potendo dar seguito alle mie minacce, ho chiuso la conversazione. Sia lui sia sua madre, immagino avvertita dell’episodio, non mi hanno mai più rivolto la parola. Meglio così. Però rimane un problema. Il loro. E di quanti usano comportarsi come descritto.
|
1. oggigiorno la gente bestemmia con disinvoltura (come se la gente senza Internet invece non bestemmiasse...);
2. vi si trovano le immagini di un famoso metallaro che per motivi di marketting si fa chiamare DIO e i fan (e i cretini) abboccano come lucci...;
3. l'autore non sa tenere a bada il cuginetto sedicenne che scrive turpiloqui su Facebook (e quindi la colpa è tutta di Internet...);
Argomenti veramente inattaccabili!