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Dai finanziamenti elettorali al ruolo delle lobby, al rapporto fra cittadini e politica
Scritto da Libertates   
Martedì 26 Luglio 2011 19:47

Ennio Caretto, firma prestigiosa e per molti anni corrispondente del «Corriere della Sera» dagli Stati Uniti, grande conoscitore di quel Paese, ha scritto una brillante introduzione al sistema politico americano (Se vuoi far l'americano, edito dalla Bibliotheca Albatros, pagine 142, € 10) che ha come destinatari gli italiani che vogliano capire come funzioni la democrazia statunitense. I profani forse non se ne rendono pienamente conto, ma condensare in poco più di un centinaio di pagine tantissime informazioni sulla politica americana e farlo con uno stile agile, senza mai annoiare il lettore, nemmeno quando si affrontano materie aride come quella dei finanziamenti elettorali o del ruolo delle lobby, non è facile. Ma Caretto, con la sua ottima penna e la sua padronanza della materia, ci riesce benissimo.

Ennio Caretto si sofferma sulla natura del bipartitismo americano. Due grandi partiti monopolizzano le principali risorse e si alternano al potere. Sono diversi dai partiti europei, sono coalizioni di gruppi poco coese la cui eterogeneità interna rispecchia l'eterogeneità geografica, economica e culturale dell'America.

Mentre ne descrive i tratti salienti, si sofferma anche sulle disfunzioni del sistema politico.

Dedica poi pagine molto interessanti ai media e, in particolare, al nuovo ruolo del web (risultato decisivo nella elezione di Obama) nelle campagne elettorali.

Chi vuole avere idee un po' più chiare sul funzionamento della democrazia americana, e anche sulle sue più recenti trasformazioni, trarrà giovamento dalla lettura del libro di Caretto. A differenza di lui, probabilmente, avrei dato meno spazio ai tradizionali argomenti liberal (ma anche radical) sulle disfunzioni della democrazia americana. Ad esempio, nel caso delle lobby - come mostra a contrario l'esperienza europea, e italiana in particolare - non mi pare che sia umanamente possibile regolare il fenomeno meglio di come hanno fatto gli americani. Come scrive James Madison (nel Federalist), se gli uomini fossero angeli non avrebbero bisogno di un governo. Le istituzioni della democrazia statunitense, come giustamente l'autore rileva, pur con le loro tante, e anche gravi, imperfezioni, da due secoli e passa tutelano la libertà dei cittadini. È materia opinabile, naturalmente, ma a me pare che svolgano questo lavoro meglio di certe democrazie europee.

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