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Credere, obbedire, combattere
Scritto da Orlando Sacchelli   
Lunedì 02 Ottobre 2006 01:35

ImageUno dei motti del fascismo era "credere, obbedire, combattere". Il fascista perfetto non doveva farsi domande ma solo obbedire al capo con convinzione e combattere per il raggiungimento dello scopo, la rivoluzione in camicia nera. Il motto non è stato messo in soffitta e, a sessanta e passa anni di distanza, vive una seconda giovinezza nella politica italiana. Non sono pochi - per usare un eufemismo - i partiti che vivono la democrazia solo come un optional o, nella migliore delle ipotesi, una recita collettiva da fare di tanto in tanto. Eppure la Costituzione dice a chiare lettere che i partiti, al loro interno, devono reggersi su regole democratiche.

La cosa ancor più sorprendente è che a essere più allergici alla democrazia sono soprattutto i partiti nuovi, quelli nati con l'avvento della cosiddetta Seconda Repubblica. Con la sbornia mediatico-giudiziaria di Tangentopoli si è pensato di sostituire ai partiti qualcosa di più snello, meno burocratizzato e più facilmente gestibile. C'è stata un'accentuazione cesaristica che, se fosse stata accompagnata da una riforma adeguata (maggioritario secco e conseguente bipartitismo oppure presidenzialismo all'americana) avrebbe avuto un senso, ma con il ritorno del sistema proporzionale - mai veramente sparito, a dire il vero - non si capisce che senso abbia, se non quello di accentuare la progressiva diminuzione della democrazia. Urge correre ai ripari e restituire ai cittadini la piena sovranità che appartiene loro e a nessun altro.

Le cose da fare? Primarie (vere) per la scelta dei leader. Democrazia (vera) in tutti i partiti, con congressi regolari per la selezione dei dirigenti a tutti i livelli. Blocco del finanziamento pubblico a quelle forze politiche che non rispettino un livello minimo di democrazia. Sono solo alcune idee. Altre ve ne possono essere. L'importante è che si smetta al più presto di fare finta di nulla.

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Commenti (4)
  • Luca Frassi
    Aggiungo che con l'attuale sistema elettorale non si vota più il candidato ma il partito. Sono le segreterie di partito a delegare e ad eleggere chi ci governa, questo non può esistere in una democrazia seria.
    I politici non rendono più conto delle proprie azioni ai propri elettori ma alle segreterie di partito. Questo è inaccettabile!
  • Mario
    Ma cosa dovrebbero fare i partiti per diventare veramente democratici?
  • Mcsac  - Applicare le regole della democrazia!
    Semplice, basterebbe che applicassero le regole della democrazia, eleggendo democraticamente i vertici, ad ogni livello (compreso quello del leader nazionale) e approvando (sempre democraticamente) i programmi. Quando a decidere c'è un uomo solo non siamo in presenza di democrazia ma di qualcos'altro...
  • Mario  - credereobbedirecombattere
    Quei tempi sono lontani per chiunque. Oggi si deve CREDERE in se stessi, OBBEDIRE solo a se stessi, COMBATTERE contro se stessi. E' questa l'unica vittoria.
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