Appello al Ministro Franceschini: perché non tutelare i centri storici?


Tutelare i centri storici dovrebbe essere un’azione non solo doverosa per la nostra cultura, ma utile per creare nuovi posti di lavoro e attirare turisti

Come storico filosofo e critico, un poco indegnamente “ferrarese d’azione” ( con i miei libri e saggi su Bassani o Pico Botticelli e Schifanoia e collaboratore della “Nuova Ferrara” ), oso proporre al Ministro Franceschini di volersi fare promotore di una nuova Legge a proposito della tutela dei Centro storici, includendo in tale ambito il “Paesaggio” ( ex art. 9 della Costituzione Repubblicana ) e il restauro e la connessa valorizzazione delle Chiese abbandonate. L’incidente di “percorso” può anche capitare (vedasi l’esempio del “saluto” che i grandi transatlantici osano tuttora fare sul Canal Grande a Venezia ). Ma, poi ( o subito ), occorre anche intervenire con un modello organico di tutela dell’ambiente e del paesaggio, un poco sul prototipo di quanto compì lo storico napoletano Giuseppe Galasso, repubblicano di “scuola” crociana, con la legge sulla protezione delle coste. Ora, a Ferrara si sono tenuti convegni e simposi a proposito della “presenza dei Cavalieri dell’Ordine Templare” in città e nel territorio ( San Giuliano, San Giacomo, Madonna di Betlemme di Rosa di Mizzana, testimonianze storiche e artistiche, e altro ). Ne abbiamodiscorso ampiamente con il Cav. Paolo Sturla Avogadri, anche in sede di pubblicazione del libro “Ferrara Segreta” ( 2014 ). Ma queste Chiese sono malamente adibite o chiuse al culto. Lo stridente contrasto potrebbe sanarsi creando posti di lavoro per il restauro. a vantaggio degli studenti laureatisi nella prestigiosa Facoltà “magistrale” di Architettura. Beneaugurando,

Giuseppe Brescia

Sull'Autore

Giuseppe Brescia

Filosofo storico e critico, medaglia d'oro del MIUR, Premio Pannunzio 2013 e Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica,Componente dei Comitati per le Libertà, ha procurato di innestare storicismo epistemologia ed ermeneutica. Dopo la fase filologica('La Poetica di Aristotele','Croce inedito' del 1984 ),ha espresso un sistema in quattro parti: 'Antropologia come dialettica delle passioni e prospettiva', 'Epistemologia come logica dei modi categoriali', 'Cosmologia', 'Teoria della Tetrade', 1999-2002).Per Albatros ha pubblicato il commento alla lezione di Popper in'Maledetta proporzionale' (2009,2013);'Massa non massa.I quattro discorsi europei di Giovanni Malagodi'(2011);'Il vivente originario'(saggio sulla filosofia di Schelling, con prefazione di Franco Bosio, Milano 2013); 'Tempo e Idee. Sapienza dei secoli e reinterpretazioni', con prefazione di Bosio (2015).I temi del tempo e del 'mondo della vita' si intrecciano con le attualizzazioni del 'male', da '1994'.Critica della ragione sofistica (1997), 'Orwell e Hayek', 'Ipotesi su Pico'(2000 e 2002) sino al recente'I conti con il male.Ontologia e gnoseologia del male'(Bari 2015).E' Presidente della Libera Università 'G.B.Vico' di Andria

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