Abolizione del voto capitario per le maggiori banche cooperative: riecco i veri conservatori

angelo
I veri conservatori sono quelli che (bipartisan) si oppongono a qualsiasi riforma che possa toccare interessi costituiti

Dell’abolizione del voto capitario per le banche cooperative si parlava da almeno vent’anni.
Essendo, per lo meno formalmente, delle cooperative, in queste banche vale la regola: un socio un voto. Un socio può possedere 1 o 1000 azioni, ma il suo voto conterà sempre come uno. Detto in altro modo: la maggioranza che conta è quella dei soci, non delle azioni.
Le caratteristiche peculiari di questo sistema sono:

  • maggior importanza del valore umano e associativo rispetto a quello del capitale (conta la volontà della maggioranza dei soci, non dei più ricchi)
  • non scalabilità del capitale: è ovvio che per prendere la maggioranza occorre non acquistare la maggioranza delle azioni, ma convincere uno ad uno i soci

Questo sistema funziona egregiamente nelle vere cooperative: quelle in cui i soci sono pochi e partecipano all’attività con il loro lavoro o i loro prodotti (basti pensare alle cooperative agricole o di consumo tanto in voga nel secolo scorso)
È però un sistema totalmente inadatto alle società cooperative di migliaia di soci e che esercitano un’attività tipicamente finanziaria quali le banche.
Infatti il genere di attività e il numero dei soci fa sì che:

  • la vera direzione della società sia in mano alla struttura amministrativa che può agire senza alcun controllo da parte degli azionisti
  • l’assemblea che dovrebbe prendere le decisioni fondamentali sia normalmente controllata dai pochi soci presenti su migliaia di aventi diritto
  • gli amministratori dell’azienda possano erogare somme spesso ingenti ad associazioni, enti e iniziative locali senza alcun controllo se non quello delle commissioni di controllo nominate dalle stesse associazioni beneficiarie
  • i vari potentati locali abbiano un controllo assoluto sulle strutture della banca (dirigenti, commissioni di controllo) che agiscono con lo scopo precipuo di rendersi benemeriti di questi potentati

Ecco spiegata in poche parole la reazione immediata e virulenta di tutte quelle forze che si battono perché niente cambi: cattocomunisti, lega, sindacati tutti uniti nel respingere un provvedimento che toglierebbe loro una delle principali fonti di potere e ricchezza: una fonte tanto più importante perché opaca, non controllata da nessuno, fonte di intrecci più o meno confessabili tra poteri diversi.

Una dimostrazione lampante di come un’economia basata sulla trasparenza, sulle leggi di mercato e sulla concorrenza trovi un’opposizione totale da parte dei veri conservatori

Angelo Gazzaniga

Sull'Autore

Angelo Gazzaniga

Presidente del Comitato Esecutivo di Libertates.
Imprenditore nel campo della stampa e dell’editoria.
Da sempre liberale, in lotta per la libertà e contro ogni totalitarismo e integralismo.

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